Madrid "pronta a trattare" maggiore autonomia fiscale per la Catalogna

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Secondo quanto riferisce il Guardian citando fonti governative, la Spagna sarebbe disponibile a concedere più spazi sotto il profilo fiscale, ferma restando l'opposizione a ogni futuro referendum per l'indipendenza

Nel futuro della Catalogna potrebbe esserci un accordo per una maggiore autonomia fiscale, in cambio della rinuncia a future rivendicazioni di indipendenza. Sarebbe questa la strategia di Madrid per risolvere la crisi innescata dal referendum e sfociata nel commissariamento del governo di Barcellona. Lo affermano alcune fonti anonime appartenenti al governo madrileno, raggiunte dal Guardian. L'ipotesi che la Catalogna possa trattenere sul suo territorio maggiori quote del prelievo fiscale la avvicinerebbe ad altri territori del Paese, che già godono di diritti analoghi.

Le rivelazioni

"Se i catalani chiedono un patto fiscale, siamo pronti a discuterne", ha detto al Guardian una delle fonti, che ha aggiunto: "I Paesi Baschi e la Navarra riscuotono le proprie tasse. Hanno un loro sistema e c'è un incontro tra i baschi e il governo centrale dove viene deciso il loro contributo alla politica estera e alla difesa. È una trattativa che ha luogo ogni cinque anni". Sul tema, ha proseguito, "siamo aperti a discuterne, tenendo conto che la costituzione della Spagna prevede anche solidarietà [tra le regioni spagnole]".

L'apertura

In questo momento è in fase di discussione, da parte di una commissione parlamentare di recente formazione, la possibilità di effettuare riforme costituzionali che regolino nuovi rapporti fra Madrid e Barcellona. "Questo governo non farà un accordo fiscale solo con una regione: è un pacchetto completo - ha chiarito un'altra fonte. E ha aggiunto - Siamo pronti a parlare della responsabilità finanziaria dell'intera Spagna e possiamo parlare con le regioni, tenendo conto del fatto che sono 17 le regioni che versano le loro tasse, e la solidarietà è una chiave di volta della nostra costituzione".

Un'idea non nuova

Quando la Spagna era coinvolta nella fase acuta della crisi degli spread, il progetto di un piano fiscale per la Catalogna avanzato dall'allora presidente della regione, Artur Mas, era stato respinto. Nel 2012 fu il timore che questa concessione avrebbe potuto ridurre la credibilità del bilancio pubblico spagnolo a deciderne il fallimento.

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