Papa: Dio non è controllore di biglietti, non fare del male non basta

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Il pontefice ha celebrato la messa nella basilica di San Pietro in occasione della prima Giornata mondiale dei poveri. Si è soffermato a lungo sul concetto di omissione. Un pensiero per il sottomarino di cui non si hanno più notizie in Argentina

"Non fare nulla di male non basta, perché Dio non è un controllore in cerca di biglietti non timbrati". Lo ha detto Papa Francesco nell’omelia pronunciata durante la messa nella basilica vaticana, in occasione della prima Giornata mondiale dei poveri. Secondo il Pontefice è triste limitarsi a rispettare le regole e adempiere ai comandamenti "come salariati nella casa del Padre". Il Papa durante l'Angelus ha poi espresso un pensiero per il sommergibile con cui si sono persi i contatti in Patagonia: "Prego per gli uomini dell'equipaggio del sottomarino militare argentino di cui si sono perse le tracce".

La Giornata mondiale dei poveri

La Giornata Mondiale dei Poveri è stata istituita da Papa Francesco alla conclusione del Giubileo della Misericordia. In occasione della messa celebrata per questa ricorrenza erano presenti nella basilica vaticana circa settemila bisognosi. Al termine del rito, è previsto che 1500 di loro si fermino in Vaticano per pranzare con il Pontefice. Gli altri saranno ospiti di istituti ed enti caritativi, che hanno preparato per loro un pranzo conviviale. Iniziative analoghe si svolgono oggi in tutte le diocesi d'Italia e del mondo. L'omissione, ha detto Francesco durante l'omelia, è "il grande peccato nei confronti dei poveri. Qui assume un nome preciso: indifferenza". Significa, ha continuato, "girarsi dall'altra parte quando il fratello è nel bisogno, è cambiare canale appena una questione seria ci infastidisce, è anche sdegnarsi di fronte al male senza far nulla. Dio, però, non ci chiederà se avremo avuto giusto sdegno, ma se avremo fatto del bene".

Non basta essere "salariati" di Dio

Il messaggio di Papa Francesco è che sarebbe riduttivo e insufficiente limitarsi a non fare nulla di male per sentirsi a posto con la propria coscienza: "È triste quando il padre dell'amore non riceve una risposta generosa di amore dai figli, che si limitano a rispettare le regole - ha detto -  ad adempiere i comandamenti, come salariati nella casa del Padre". L’essere fedeli, ha spiegato Bergoglio, non si dimostra attraverso la conservazione o il mantenimento dei tesori del passato. "Invece, dice la parabola, colui che aggiunge talenti nuovi è veramente 'fedele', perché ha la stessa mentalità di Dio e non sta immobile: rischia per amore, mette in gioco la vita per gli altri, non accetta di lasciare tutto com'è. Solo una cosa tralascia: il proprio utile. Questa è l'unica omissione giusta".

Poveri come "passaporto per il paradiso"

Francesco ha sottolineato come i poveri abbiano un posto speciale nel cuore di Dio. "Se agli occhi del mondo i poveri hanno poco valore, sono loro che ci aprono la via al cielo, sono il nostro 'passaporto per il paradiso'". Prendersi cura dei più bisognosi è un dovere evangelico e può avere un ritorno positivo. "Amare il povero – ha detto il Papa - significa lottare contro tutte le povertà, spirituali e materiali. E ci farà bene: accostare chi è più povero di noi toccherà la nostra vita. Ci ricorderà quel che veramente conta: amare Dio e il prossimo". Ciò che occorre, ha concluso Francesco, è "il coraggio di amare non a parole ma coi fatti".

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