Rose McGowan arrestata per possesso di droga

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L'attrice statunitense, che per prima aveva denunciato le molestie di Harvey Weinstein, è stata rilasciata dopo aver pagato una cauzione. Ai media americani ha dichiarato di essere innocente, spiegando che qualcuno avrebbe provato ad incastrarla

Rose McGowan, l’attrice che per prima e in maniera più agguerrita aveva denunciato gli abusi di Harvey Weinstein, si è costituita al dipartimento di polizia di Loundon County, in Virginia, in seguito a un mandato per possesso di droga. È stata scarcerata dopo aver pagato una cauzione di 5000 dollari, ma si dichiara non colpevole del reato.

L'episodio

Ad emettere un mandato di arresto contro l’attrice era stato il dipartimento di polizia dell'autorità aeroportuale di Washington. Lo scorso 20 gennaio, infatti, erano state trovate due bustine contenenti cocaina in uno dei bagagli che l’attrice aveva con sé durante un volo. McGowan si è comunque dichiarata innocente, e ha spiegato al New Yorker che qualcuno potrebbe aver messo il contenuto di proposito nella sua borsetta: “L’ho portata con me sul volo, e sono certa di averla lasciata al suo posto quando mi sono allontanata per raggiungere la toilette. Quando siamo atterrati, mi sono accorta che la borsetta non c’era più. Ne ho anche denunciato la scomparsa”. A ritrovarla era stato un membro dello staff della compagnia aerea, che aveva segnalato la presenza delle sostanze stupefacenti in essa contenute. Già lo scorso ottobre, quando la notizia divenne pubblica, l'attrice ipotizzò su Twitter che qualcuno stesse divulgando tali informazioni per screditarla e dissuaderla dal continuare la sua crociata contro Weinstein.

La battaglia contro Weinstein

Rose McGowan ha dichiarato il mese scorso di essere stata violentata da Harvey Weinstein nel 1997, in un hotel di Park City durante il Sundance Film Festival. Il produttore ha sempre negato che il rapporto non fosse consensuale, ma il New York Times ha divulgato la notizia di un accordo economico fra i due. L'attrice in ottobre parlò pubblicamente dell'incidente alla Women's Convention di Detroit: "Sono stata messa in silenzio per 20 anni - disse in quell'occasione - sono stata minacciata e denigrata, sapete cosa? Sono una di voi". Qualche giorno dopo, nel pieno dello scandalo Weinstein, il regista Robert Rodriguez dichiarò di aver voluto la McGowan nel suo film “Grindhouse” proprio in seguito al racconto della donna delle violenze subite e, in conseguenza di quella sua decisione, di essere stato ostacolato in ogni modo dall'allora ancora potente fondatore della Miramax.

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