Caso Weinstein, Rose McGowan rifiutò un milione di dollari per tacere

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Rose McGowan (Getty Images)

Alla vigilia della bufera che stava per travolgere Harvey Weinstein, il produttore avrebbe offerto un'ingente cifra all'attrice per insabbiare la questione

Rose McGowan ha rivelato al New York Times di aver rifiutato un milione di dollari da parte di Harvey Weinstein. La generosa offerta le era stata fatta prima dello scoppio dello scandalo che ha travolto il produttore: la cifra serviva a comprare il suo silenzio sulla notte del 1997, in cui Weinstein avrebbe molestato l'attrice. Ormai simbolo della protesta femminista, soprattutto sui social media, i messaggi di McGowan contro i presunti colpevoli e i complici di molestie e violenze sessuali le hanno anche comportato una sospensione su Twitter.

L'offerta

Divenuta famosa per il suo ruolo nella serie tv "Streghe", McGowan aveva già ricevuto 100mila dollari dopo la violenza accaduta del 1997. In tale occasione aveva anche siglato un accordo in cui - come ha scoperto quest'estate - non c'era alcuna clausola di non riservatezza. McGowan non aveva mai fatto mistero dell'accaduto con alcune persone, tra cui Ben Affleck e Robert Rodriguez, che l'ha voluta lo stesso in "Grindhouse" e "Machete" anche se l'attrice era stata bandita dalle produzioni Weinstein. McGowan, che al momento non versa in buone condizioni economiche a causa delle spese sostenute per curare il padre malato, ha rivelato di esser stata tentata per un momento dall'offerta avanzatagli da un legale di Weinstein alla vigilia dello scandalo. "Ho ipotizzato anche di arrivare a portarla a 3 milioni - ha dichiarato - ma poi ho pensato che schifo, sei disgustoso, non voglio i tuoi soldi". Così ha rifiutato il denaro un giorno prima che lo scandalo travolgesse Weinstein con decine di testimonianze di attrici che nel corso degli anni avrebbero subito le sue molestie sessuali.

La notte con Weinstein

Nel 1997 Rose McGowan aveva 23 anni. Nei primi mesi dell'anno era a Park City, nello Utah, per il Sundance Film Festival, in cui proiettavano "Going All the Way", lungometraggio di cui era protagonista. La sua manager, Jill Messick, le riferì che Weinstein voleva incontrarla. Al suo arrivo, discussero brevemente d'affari, ma verso la fine dell'incontro lui le disse che c'era una vasca da bagno pronta. "E poi ciò che successe, successe - ha ricordato l'attrice - basti dire che una porta si è aperta e la mia vita è cambiata". Nei suoi racconti su Twitter ha definito l'accaduto uno stupro e, durante la conferenza stampa a cui dovette partecipare subito dopo, McGowan ha raccontato di aver dovuto trattenere le lacrime.

Le denunce

Mentre molte voci si sono levate nel raccontare le proprie vicissitudini con Weinstein - da Asia Argento a Gwyneth Paltrow - usando l'hashtag #MeToo, McGowan non ha solo rivelato il suo episodio, ma ha anche fatto i nomi dei presunti complici. Ha attaccato ad esempio Ben Affleck per aver taciuto e ha tirato in ballo l'intero establishment di Hollywood, accusandolo di praticare "traffico di esseri umani".

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