Omicidio padre Tentorio, implicati comandanti dell’esercito di Manila

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Il procuratore di Stato aggiunto delle Filippine, Peter Ong, ha presentato una denuncia contro una dozzina di sospettati per l’uccisione del missionario del Pime freddato a colpi di arma da fuoco il 17 ottobre del 2011 davanti alla sua chiesa ad Arakan

A più di sei anni dall’omicidio di Padre Tentorio, il missionario italiano del Pime ucciso il 17 ottobre del 2011 nella città rurale di Arakan, sull'isola di Mindanao, nelle Filippine, emergono ancora nuovi dettagli: l’uccisione sarebbe stata eseguita con la connivenza di due comandanti dell'esercito di Manila. Il procuratore di Stato aggiunto Peter Ong del Dipartimento di Giustizia ha presentato una denuncia contro una dozzina di sospetti, inclusi miliziani governativi e due comandanti dell'esercito. 

La risposta dell’esercito

La relazione dell'indagine del Dipartimento di Giustizia filippino ribalta una precedente versione dei fatti delle autorità di Manila, che avevano accusato due civili per l'uccisione del sacerdote. Un portavoce militare, il maggior generale Restituto Padilla, ha dichiarato di non aver ricevuto copia dei risultati dell'indagine, sottolineando che i soldati hanno dimostrato professionalità anche nell'applicazione della legge marziale, nel sud del Paese. "Chiediamo - ha detto il portavoce dell'esercito - di non giudicare i nostri uomini finché non saranno giudicato colpevoli ogni oltre dubbio".

I due arresti

All’epoca, due mesi dopo l’omicidio, furono accusati e arrestati due civili: Jimmy Ato, secondo il ministro della Giustizia riconosciuto da alcuni testimoni come il killer, e suo fratello Robert, ritenuto complice e identificato come l'uomo alla guida della moto usata poi per scappare.

L’omicidio

Fausto Tentorio aveva 59 anni quando è stato ucciso davanti alla sua Chiesa ad Arakan, culla del separatismo musulmano, da un uomo che sarebbe comparso all’improvviso e avrebbe sparato alla vittima, che aveva appena finito di celebrare la messa, alla testa e alla schiena. Il missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere era stato portato in ospedale ma i medici non erano riusciti a salvarlo. Era nelle Filippine dal 1978 ed era sfuggito a un altro tentativo di omicidio nel 2003. "Non abbiamo parole, non riusciamo a spiegarci quanto successo. Padre Tentorio era molto amato dai suoi, forse troppo e questo probabilmente ha dato fastidio a qualcuno", aveva detto padre Giulio Mariani, missionario Pime. Prima di lui, altri due sacerdoti del Pime erano stati uccisi a Mindanao: padre Tullio Favali nel 1985, e padre Salvatore Carzedda, nel 1992.

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