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New York, chi è l'attentatore che si dice "orgoglioso dell'attacco"

4' di lettura

Il 29enne che ha investito i passanti è arrivato negli Usa dall’Uzbekistan 7 anni fa. Nel 2015 sarebbe stato interrogato, non indagato, per sospetti contatti con presunti terroristi. Avrebbe lavorato come autista Uber. "Volevo uccidere ancora". (FOTO 1- 2)- (VIDEO 1- 2)

Sarebbe arrivato negli Stati Uniti dall’Uzbekistan sette anni fa Sayfullo Habibullaevic Saipov, il 29enne arrestato come presunto colpevole dell’attentato del 31 ottobre a New York nel quale otto persone sono morte e dodici sono rimaste ferite dopo essere state travolte da un furgone che ha invaso una pista ciclabile a Manhattan. La conferma arriva anche dalla polizia. "È arrivato negli Stati Uniti nel marzo del 2010 ed è legalmente negli Usa. Ha pianificato l'attacco per settimane", ha detto John Miller, vice commissario di New York, sottolineando che l'uomo è in arresto all'ospedale di Bellevue.

Attacco in nome dell'Isis

L’uomo avrebbe urlato "Allah Akhbar" e, come conferma la polizia, ha lasciato un biglietto con su scritto che ha agito in nome dell’Isis. Alcuni degli appunti ritrovati vicino al furgoncino usato per l'attacco, nel quale sono stati trovati diversi coltelli, erano scritti a mano in arabo. In uno, ha riferito ancora la polizia, c'era scritto: "Lo stato islamico durerà per sempre". Per l'attentato, hanno aggiunto gli investigatori, sembra aver seguito le istruzioni dell'Isis disponibili online.

Contatti con presunti terroristi

Secondo i media Usa, Saipov nel 2015 sarebbe stato interrogato dall'Homeland Security per sospetti legami con elementi jihadisti, ma non emersero prove e non fu indagato. Il nome e l'indirizzo di Saipov sarebbero stati indicati come "punto di contatto" per due elementi inseriti nell'elenco dell'antiterrorismo perché arrivati da "Paesi minaccia". Uno dei due da allora è sparito ed è ricercato come "sospetto terrorista". La polizia di New York ha specificato che Saipov non è mai stato oggetto di un'indagine dell'Fbi, ma avrebbe avuto contatti con persone oggetto di indagini per terrorismo.

Ohio, Florida, New Jersey

L'uomo, nato nel febbraio del 1988, dall’arrivo negli Usa avrebbe vissuto in Ohio, Florida e New Jersey. Con la moglie e i due figli risiederebbe a Paterson (New Jersey), una città con un’altissima concentrazione di abitanti musulmani, ma quando è stato fermato dalla polizia era in possesso di un documento rilasciato a Tampa, in Florida. Secondo il Times, il 29enne avrebbe noleggiato il furgoncino usato per l’attentato da un Home Depot a Passaic, a sud di Paterson.

Killer si dice "orgoglioso" dell'attacco

Il killer di New York si è detto "orgoglioso" dell'attacco, secondo quanto riferito da alcune fonti investigative alla Abc. Gli investigatori stanno interrogando il giovane in ospedale, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Durante l'interrogatorio di Sayfullo Saipov, il 29enne uzbeko responsabile dell'attentato a New York avrebbe detto: "Avrei voluto continuare a uccidere", vantandosi dell'attentato e spiegando che avrebbe voluto fare altre vittime se il furgoncino non si fosse scontrato.

La diretta Facebook dalla casa dell'attentatore

Il racconto del testimone

Un uomo di origini uzbeke ha riferito al New York Times che Saipov è un camionista ma che avrebbe iniziato a lavorare come autista di Uber dopo il trasferimento in New Jersey. “Era davvero una brava persona - ha detto al quotidiano - Gli piacevano gli Stati Uniti, sembrava molto fortunato e felice e diceva che tutto andava bene. Non sembrava un terrorista, ma non lo conoscevo intimamente”.

Multato in Pennsylvania

Secondo alcuni media e registri del tribunale, il 29enne avrebbe dei precedenti di violazione del codice della strada. Sarebbe stato fermato una volta in Pennsylvania perché alla guida di un camion più lungo di quanto consentito dalla legge. In quell’occasione Saipov avrebbe lasciato come recapiti sia l’indirizzo di Paterson che uno di Cuyahoga Falls, in Ohio, e avrebbe pagato la multa per email senza bisogno di presentarsi in tribunale.

L’indagine dei federali

Saipov, secondo il New York Times, che cita tre agenti non identificati, era già sotto gli occhi dei federali nell’ambito di un’indagine non correlate all’attentato, ma non fornisce ulteriori dettagli sulla natura o il periodo di tale investigazione.

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