Catalogna, Puigdemont a Bruxelles: "Non sono qui per chiedere asilo"

Mondo

Il leader catalano in una conferenza stampa dal Belgio ha ribadito: “Andiamo avanti pacificamente, accettiamo sfida elezioni. Volevamo dialogo ma non è stato possibile. Se Madrid vuole violenza è sua decisione”. Poi ha annunciato: “Manteniamo vivo governo legittimo"

“Andiamo avanti pacificamente e accettiamo la sfida delle elezioni”. Il leader catalano Carles Puigdemont, in una conferenza stampa indetta a Bruxelles, ha spiegato gli ultimi sviluppi della crisi tra Catalogna e Madrid negando di essere in Belgio per chiedere asilo politico.

Puigdemont: non sono qui per chiedere asilo

Il leader catalano, rispondendo alle domande dei giornalisti a Bruxelles, ha detto: "Non sono qui per chiedere asilo politico, sono qui per lavorare in libertà e sicurezza. Se mi fosse garantito un processo giusto, allora tornerei subito in Catalogna per continuare a lavorare”. Puigdemont ha spiegato che "siamo cittadini europei, possiamo circolare liberamente, non ci stiamo nascondendo".

"Dialogo con Madrid impossibile"

“Abbiamo sempre voluto la strada del dialogo, ma in queste condizioni questa via non era percorribile”, ha detto Puigdemont, aggiungendo: "Venerdì pomeriggio ero alla Generalitat dopo la dichiarazione di indipendenza del parlamento e con una serie di dati che indicavano che il governo spagnolo stava preparando un'offensiva senza precedenti e anche una denuncia del procuratore che prevedeva pene che potevano arrivare a molti anni di detenzione”.

“Se Madrid vuole violenza decisione sua”

"Abbiamo voluto garantire che non ci saranno scontri né violenza”, ha detto Puigdemont. “Se lo stato spagnolo vuole portare avanti il suo progetto con la violenza sarà una decisione sua”. Il leader catalano ha proseguito dicendo che "la denuncia del procuratore spagnolo persegue idee e persone e non un reato. Questa denuncia dimostra le intenzioni bellicose del governo di Madrid”.

Puigdemont: mai abbandonato il governo

"Noi non abbiamo mai abbandonato il governo, noi continueremo a lavorare. Non sfuggiremo alla giustizia ma ci confronteremo con la giustizia in modo politico”, ha detto Puigdemont spiegando che "lavoriamo affinché il partito popolare, quello socialista e Ciudadanos non demoliscano le istituzioni catalane e per impedire l'applicazione dell'articolo 155. Dobbiamo mantenere vivo il governo legittimo della Catalogna". 

“Madrid dovrà rispettare urne”

"Sempre che non le demoliscano, ci ritroveremo alle urne", ha aggiunto Puigdemont da Bruxelles. ”Il governo spagnolo rispetterà i risultati, qualunque siano, delle elezioni del 21 dicembre? Dobbiamo saperlo, non deve esserci diseguaglianze, elettori di seria A e elettori di serie B”.

Bandiere catalana e Ue in sala 

Nella sala dove parla Puigdemont ci sono bandiere della Catalogna e dell’Ue. Con il 'President' catalano partecipano alla conferenza stampa di Bruxelles i cinque ministri che lo hanno accompagnato in Belgio. Due sono del suo partito, il Pdecat, e tre di Erc.

Mondo: I più letti

Arriva sempre primo

Ricevi le notizie più importanti di politica, mondo, cronaca, spettacolo, le analisi e gli aggiornamenti. Per accettare le notifiche devi dare il consenso.

Hai attivato le notifiche di sky tg24