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Kenya, dopo la vittoria Uhuru Kenyatta invita alla calma

I sostenitori di Uhuru Kenyatta festeggiano la vittoria per le strade di Kiambu (Getty Images)
3' di lettura

Il neopresidente vince le elezioni col 98% delle preferenze e annuncia di voler sposare la via del dialogo con i propri oppositori. Dalle elezioni annullate di agosto, secondo l'opposizione, sarebbero morte più di cento persone a causa degli scontri politici

"Il vostro vicino rimane sempre il vostro vicino, nonostante i risultati politici". Il neopresidente del Kenya, Uhuru Kenyatta ha invitato alla calma i suoi sostenitori politici dopo la comunicazione del risultato elettorale che lo ha visto vincere con oltre il 98% dei voti.

Le parole di Kenyatta

Il risultato "probabilmente sarà ancora una volta soggetto a un esame costituzionale da parte dei nostri tribunali", ha detto Kenyatta affermando che l'opposizione ha il diritto di portare il caso davanti ai giudici e che lui stesso prenderà in considerazione un dialogo con i propri oppositori dopo l'esito di qualsiasi procedimento giudiziario. La tornata elettorale dello scorso 26 ottobre, i cui risultati sono stati comunicati il 30 ottobre, è la seconda nel giro di pochi mesi tenutasi in Kenya. Lo scorso 8 agosto, infatti, Kenyatta aveva vinto una prima volta con il 54% dei consensi, ma il risultato delle urne era stato annullato per irregolarità. Questa volta, nonostante il crollo dell'affluenza alle urne - che dal 79% di agosto è arrivato a meno del 39% - Kenyatta ha ripetuto il risultato favorevole ottenendo 7.483.895 voti in 265 circoscrizioni su 290, contro i 73.228, pari allo 0,96%, del rivale Raila Odinga, il cui nome compariva sulla scheda elettorale nonostante il ritiro ufficiale dalla competizione.

L'annullamento di 25 circoscrizioni

Odinga si era ritirato dalla corsa già da settimane a seguito del mancato accoglimento delle sue richieste di riforma elettorale che avrebbero assicurato di non ripetere alcune delle "irregolarità e illegalità" commesse nel voto dell'8 agosto. Nel lasciare la competizione, il leader dell'opposizione aveva chiesto ai suoi sostenitori di boicottare il voto. Un piano che non è stato sufficiente per fermare Kenyatta: la vicepresidente della Commissione elettorale kenyana, Consolata Nkatha, ha infatti confermato il risultato sostenendo che il voto nelle 25 circoscrizioni bloccate dalle violenze dell'opposizione non avrebbe sovvertito l'esito finale della consultazione. Una tesi sostenuta dallo stesso presidente della Commissione, Wafula Chebukati che - come scrive il sito del quotidiano keniano Daily Nation - ha definito l'ultimo voto come "libero, equo e credibile". L'opposizione ha ora sette giorni di tempo per impugnare il risultato e Odinga ha annunciato che farà il proprio annuncio martedì 31 ottobre. Il pericolo più temuto è quello di nuovi disordini all'interno del Paese dove, secondo l'opposizione, durante la tornata elettorale di agosto sarebbero morte oltre 100 persone nell'insorgere delle violenze fra le varie fazioni politiche.

La critica di Amnesty International

Dura la presa di posizione di Amnesty International contro la polizia kenyota colpevole, secondo l'associazione di difesa dei diritti umani, di un uso "illegale della forza" durante le recenti elezioni presidenziali. L'organizzazione ha parlato di "brutalità da parte della polizia", ma anche di episodi di violenza ed intimidazione da parte di chi ha appoggiato il leader dell'opposizione Raila Odinga e chi ha sostenuto il presidente Uhuru Kenyatta. Amnesty ha fatto riferimento alle violenze avvenute nella capitale Nairobi, ma anche a Kisumu, la contea dove sorge la terza maggiore città del Paese, roccaforte dell'opposizione.

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