Trump riapre porte degli Usa ai rifugiati, ma restano fuori 11 nazioni

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Il presidente americano ha varato l’atteso decreto che pone fine al bando approvato in precedenza dalla sua amministrazione, ma introduce criteri di selezione molto più stringenti rispetto al passato

Donald Trump ha varato l'atteso decreto con cui riammette l'ingresso dei rifugiati negli Stati Uniti, ma introducendo criteri di selezione molto più stringenti rispetto al passato. E prevedendo in particolare controlli ancor più duri per i cittadini di undici Paesi le cui domande saranno valutate caso per caso. Questi paesi però non vengono per ora identificati dalle autorità Usa. Il decreto pone quindi fine al bando che il presidente americano aveva varato quattro mesi fa.

Controlli potrebbero durare anche anni

I nuovi controlli rafforzati per i rifugiati che fanno domanda di ingresso negli Stati Uniti comprendono la raccolta di ulteriori informazioni sulla propria vita e la propria famiglia, lo scambio di informazioni tra le varie agenzie federali, l'invio di agenti anti-frode all'estero per verifiche sul posto. In alcuni casi i controlli potrebbero durare anche anni.

“Sicurezza è nostra priorità”

"La sicurezza del popolo americano è la più alta priorià del governo", ha commentato il segretario ad interim per la Sicurezza interna Elaine Duke. 

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