Obama attacca Trump: no alla politica della paura

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Il tycoon nel mirino degli ex presidenti. “Troppa intolleranza”, dice George W. Bush. In campo anche l’ex inquilino democratico della Casa Bianca: alcune politiche "infettano nostre comunità”. E la folla lo acclama: “4 more years”

Barack Obama torna a fare politica e scende in campo a sostegno dei candidati democratici per il posto di governatore in New Jersey e in Virginia. Un rientro del quale approfitta per criticare lo stato della politica americana e, indirettamente, Donald Trump. "Dobbiamo inviare al mondo un messaggio: rifiutiamo la politica della divisione e della paura" dice l'ex presidente, spiegando che "chi vince" le elezioni "dividendo la gente, non potrà poi governarla. E non potrà unirla successivamente. In gioco c'è la nostra democrazia".

L’attacco di Bush

Le sue parole seguono di qualche ora l'attacco, sempre indiretto, sferrato dall'ex presidente repubblicano George W. Bush all'attuale inquilino della Casa Bianca. Una 'coincidenza' curiosa, che rompe la tradizione in base alla quale gli ex presidenti non si pronunciano sulla politica del momento. La presidenza Trump però -  secondo gli osservatori - ha superato alcuni limiti mettendo il Paese in pericolo e spingendo i due ex presidenti a farsi sentire.

No a politica della paura

A Newark, la città più grande del New Jersey, Obama scende in campo per Phil Murphy come prossimo governatore dello Stato. "Molte delle cose che vediamo oggi, pensavamo di averle risolte. E' come guardare a 50 anni fa. Siamo nel 21mo secolo, non nel 19mo", dice Obama riferendosi anche alle tensioni razziali. L'intervento di Obama arriva quasi in coincidenza con quello del leader nazionalista Richard Spencer all'università della Florida: Spencer è salito alle cronache come uno dei protagonisti degli scontri di Charlottesville per la rimozione della statua del generale confederato Richard Lee, durante i quali una persona ha perso la vita. Charlottesville insieme con le tensioni con la Corea del Nord sono le due 'linee rosse' superate dall'amministrazione Trump che hanno spinto Obama e Bush a prendere posizione.

“4 more years”

Entusiasta la folla, che ha più volte interrotto il discorso di Obama e lo ha acclamato al grido “4 more years”, altri quattro anni. Uno slogan caro ai democratici, che ricorda quel tweet del 2012 di Obama pubblicato subito dopo la rielezione alla Casa Bianca e che ritrae l’allora presidente abbracciato alla moglie Michelle.

Tappa in Virginia

Dopo il New Jersey Obama è andato in Virginia per sostenere il candidato democratico a governatore, Ralph Northam, "qualcuno di cui sarete orgogliosi". "La politica sta infettando le nostre comunità invece di rappresentare i nostri valori. Si cerca di demonizzare chi ha buone idee", aggiunge Obama, strigliando anche i democratici in vista degli appuntamenti elettorali di novembre in vari stati e delle elezioni di medio termine. "I democratici qualche volta sono pigri: la posta in gioco è alta e non consente di essere addormentati e pigri" dice. 

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