Ucraina, ancora proteste e scontri davanti al parlamento

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Le forze di polizia hanno usato gas lacrimogeni contro i contestatori che avevano reclamato, fra le altre cose, l'abolizione dell'immunità parlamentare  

Un accampamento di contestatori appostati da martedì 17 ottobre davanti alla sede del parlamento ucraino è stato sgomberato con la forza dalla polizia, nella serata del 18 ottobre. I media locali hanno riportato scontri fra manifestanti e forze dell'ordine, le quali avrebbero fatto utilizzo di gas lacrimogeni. E' il secondo tafferuglio verificatosi questa settimana davanti alla Verkhovna Rada, dopo quello di martedì.

La dinamica

Secondo quanto ha raccontato all'agenzia Tass dal parlamentare Yegor Sobolev, che compare fra i feriti e appartiene al partito Samopomoshch, la polizia avrebbe iniziato a smantellare le tende dei manifestanti quando gli attivisti hanno reagito attaccando le forze dell'ordine, che a quel punto hanno deciso di utilizzare i lacrimogeni. I manifestanti, muniti di scudi di cui si erano impossessati negli scontri del giorno prima, avrebbero dunque lanciato numerosi ciottoli contro la polizia. Gli agenti hanno fermato 11 persone che si erano rifiutate di restituire alla polizia una trentina di scudi.

Le richieste

La protesta reclama dal parlamento l'approvazione di una legge che abolisca l'immunità per i deputati, la formazione di una corte anti-corruzione e l'emendamento della legge elettorale. Parte dei manifestanti, dopo gli scontri, si sono spostati nel vicino Parco Mariinsky, montando nuove tende e annunciando la loro determinazione a rimanere accampati fino a quando le loro richieste non saranno soddisfatte. La Guardia Nazionale ha creato un cordone sull'area pedonale nei pressi dell'edificio del parlamento.

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