Terrorismo, in Francia progetto di attentato bloccato in carcere

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GettyImages-Soldati_Francia

Due detenuti radicalizzati sono stati fermati a pochi giorni dalla scarcerazione: stavano progettando rapine per finanziare l'acquisto di armi

Due detenuti di una prigione francese sono indagati per associazione terroristica: avrebbero progettato un attentato da compiere una volta usciti dal carcere. A rivelarlo è il quotidiano "Le Monde", che cita fonti giudiziarie.

Associazione terroristica in carcere

I due – un francese di 22 anni e un camerunese di 28, dietro le sbarre per reati comuni di violenza e furto – si trovano nel carcere di Fresnes, nel dipartimento Valle della Marna, a sud di Parigi. Avrebbero dovuto essere liberati entro la metà di ottobre ma ora sono guardati a vista dallo scorso lunedì 2 ottobre, giorno dell'interrogatorio, e sono sotto inchiesta da venerdì scorso per associazione terroristica.

L'inchiesta della procura di Parigi

A incastrarli è stata proprio un'inchiesta della procura parigina aperta a dicembre 2016, che ha rivelato come i due detenuti avrebbero progettato un attentato terroristico da compiere una volta fuori dal carcere. Per questo i due detenuti sono stati trattenuti a pochi giorni dalla loro scarcerazione. Le informazioni per smascherare i due sospetti, vicini agli ambienti islamisti, sono state raccolte dagli uomini della Sicurezza interna francese anche grazie al controllo dei loro telefoni cellulari, che ha permesso di risalire a vecchie conversazioni riguardanti i progetti d'azione da realizzare una volta scarcerati.

Radicalismo in carcere

Anche nelle conversazioni in cella con altri detenuti considerati radicalizzati, si parlava di rapine da effettuare con lo scopo di acquistare armi, senza però mai citare alcun obiettivo preciso dell'eventuale attacco. "Il loro radicalismo è fuor di dubbio, così come la loro volontà di passare all'azione – confida una fonte penitenziaria - ma i due erano ancora nella fase del finanziamento" dell'attentato. Non è la prima volta che possibili atti di terrorismo vengono progettati tra le mura di un carcere: il 6 settembre 2016, ad esempio, un 24enne era stato condannato perché, con il progetto di scappare per recarsi a combattere in Siria, aveva cercato di assassinare un sorvegliante.

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