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Angelina Jolie e la trappola per catturare il criminale di guerra Kony

2' di lettura

La star si sarebbe messa a disposizione della Corte penale internazionale per arrivare al capo della guerriglia ugandese, ricercato per crimini contro l'umanità, con lo stratagemma di un invito a cena. L'operazione però non è mai stata portata a termine

Angelina Jolie impegnata nella cattura di un criminale di guerra ricercato in tutto il mondo, con la star che si mette a disposizione della Corte penale internazionale dell'Aja per attuare il piano. Lo stratagemma ideato è un invito a cena rivolto dalla star all'ugandese Joseph Kony, capo dell’Esercito di Resistenza del Signore, una milizia protagonista di massacri, stupri e reclutamento di bambini soldato. La vicenda è diventata di dominio pubblico dopo la diffusione di uno scambio di mail tra l’attrice e Luis Moreno Ocampo, procuratore generale della Corte penale internazionale dell’Aja. La corrispondenza è arrivata in possesso del sito investigativo francese Mediapart e poi all’inglese Sunday Times, che ha raccontato la storia.

Il ruolo di Angelina Jolie

È il 2012 quando Moreno Ocampo pensa all’attrice per arrivare alla cattura del criminale. Jolie, infatti, da diversi anni è impegnata in cause umanitarie anche con le Nazioni Unite. Parte lo scambio di mail e il procuratore scrive che l’attrice "ha avuto l’idea di invitare Kony a cena e poi arrestarlo". E ancora: "Angelina è pronta, e anche Brad (Pitt, ndr) la supporterà". L’idea di Moreno Ocampo è di far aggregare Jolie e Pitt alle forze speciali americane che danno la caccia a Kony. Nell’ultima mail di cui si è a conoscenza, Jolie ribadisce il sostegno di Brad Pitt e si dice già pronta a discutere la logistica del piano. Il progetto, però, non andrà a buon fine e l'operazione non verrà mai portata a termine.

Kony ricercato dal 2005

Già nel 2005 Kony era stato accusato di crimini di guerra dalla Corte dell’Aja, con i seguenti i capi d’accusa: omicidio, riduzione in schiavitù, schiavismo sessuale, stupro. Kony è comunque riuscito a evitare la cattura, e a restare latitante. Di lui si era parlato molto grazie al video "Kony 2012", di Jason Russel, diventato virale. Nello stesso anno l'allora segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, aveva presentato un primo report sul tema al Consiglio di Sicurezza, e in cui aveva denunciato i crimini commessi dal signore della guerra ugandese.

 

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