Usa, hackerato il telefono del capo dello staff della Casa Bianca

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Secondo il sito del quotidiano "Politico", il dispositivo personale di John Kelly sarebbe stato compromesso da un attacco informatico. Lo rivelano tre funzionari governativi, secondo cui sarebbe tutto contenuto in un promemoria interno all'amministrazione

Il telefono personale del capo dello staff della Casa Bianca, John Kelly, potrebbe essere stato hackerato. Lo rivela il quotidiano online “Politico” citando tre funzionari interni al governo degli Stati Uniti.

La scoperta in estate

Stando a quanto riportato dal giornale statunitense, il dispositivo di Kelly sarebbe stato potenzialmente compromesso dai pirati informatici nello scorso dicembre. Un'eventualità che crea allarme all'interno degli ambienti politici di Washington visto che si teme che hacker o governi stranieri possano avere avuto accesso a dati conservati nella memoria del telefono personale di Kelly da quando questo era ancora segretario per la Sicurezza interna, fino al suo arrivo nella West Wing. Il sospetto sulla manomissione è cresciuto dalla scorsa estate, quando l'ex generale si è rivolto agli uomini del supporto tecnico della Casa Bianca per un problema riguardante l'aggiornamento del software del dispositivo.

Possibili mesi di hackeraggio

Ai tecnici Kelly avrebbe inoltre raccontato che lo smartphone avrebbe smesso di funzionare correttamente già da diversi mesi prima la richiesta di intervento. Un racconto che, secondo Politico, sarebbe finito all'interno di un promemoria interno alla Casa Bianca che circola fra i membri dell'amministrazione già da settembre. Nel documento di una pagina si rende nota la vicenda e si avanza l'ipotesi che Kelly potesse essere spiato già da diversi mesi. Subito dopo le prime rivelazioni sul caso, un portavoce della Casa Bianca ha fatto sapere che, da subito dopo il suo ingresso ufficiale nell'amministrazione, Kelly avrebbe smesso di usare il suo telefono personale, optando per quello governativo riservato alle comunicazioni ufficiali.

I problemi alla sicurezza

La notizia, non ancora confermata da fonti ufficiali, apre per l'ennesima volta una questione sul livello di sicurezza all'interno di uno degli edifici più blindati del mondo: la Casa Bianca. Nonostante non sia ancora chiaro quando e dove il telefono di Kelly sarebbe stato compromesso dai pirati informatici, ci si chiede di quali dati sarebbero potuti entrare in possesso gli hacker negli scorsi mesi. Il caso si aggiunge a quelli sull'uso di email personali all'interno della Casa Bianca che nelle scorse settimane ha coinvolto la figlia del presidente Ivanka Trump e il marito Jared Kushner. Un episodio che ha portato i responsabili della sicurezza a installare armadietti aggiuntivi per limitare l'uso di dispositivi elettronici personali all'interno della West Wing. Secondo Bill Marczak, ricercatore della Munk School of Global Affairs all'Università di Toronto, citato da Politico, "lo scenario peggiore sarebbe quello di un completo accesso ai dispositivi da parte degli aggressori informatici". Una possibilità che, secondo Marczak, permetterebbe agli hacker di controllare completamente un dispositivo, inclusi microfono e videocamera.

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