Las Vegas, killer aveva prenotato camere con vista su festival Chicago

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Secondo Tmz, a luglio Stephen Paddock ha alloggiato in hotel sopra al palco del Lollapalooza, uno dei maggiori eventi rock mondiali. Forse preparava un'altra strage. La compagna: "Uomo tranquillo". Trump visita i feriti. La lobby delle armi apre a norme più rigide

Due mesi prima di compiere la strage di Las Vegas, Stephen Paddock aveva prenotato al Blackstone Hotel Chicago due camere con vista sul palco principale del mega festival rock Lollapalooza, uno dei maggiori a livello mondiale, cui quest'anno hanno partecipato circa 400 mila persone, tra cui Malia Obama, la figlia maggiore dell'ex presidente Usa. La notizia, data in esclusiva da Tmz, potrebbe essere l'indizio che Paddock stava pianificando un massacro da mesi. Secondo quanto riferito dallo sceriffo di Las Vegas, il killer avrebbe avuto nel mirino anche un altro concerto. Le autorità hanno detto che l'uomo aveva prenotato, attraverso Airbnb, una stanza in un complesso chiamato The Ogden, nel periodo in cui si teneva l’evento musicale “Life is Beautiful”, in scena dal 22 al 25 settembre. Intanto il dibattito sulle armi registra un'apertura della Nra, lobby Usa, che apre a norme più stringenti.

Dopo la sparatoria voleva scappare

Secondo quanto emerso Paddock avrebbe voluto tentare la fuga, dopo la sparatoria. L’uomo è stato ritrovato senza vita nella sua stanza d’hotel, ma non ha lasciato lettere d’addio. Lo sceriffo della città sostiene che volesse vivere e scappare, anche se non ha chiarito come. Quello che è certo è che il killer ha sparato circa 200 colpi quando una guardia della sicurezza si è avvicinato alla sua stanza per bloccarlo.

Trump a Las Vegas

Intanto ieri Trump ha fatto visita alla città. "Non siete soli" il messaggio che il presidente americano ha voluto dare agli abitanti e alle forze dell’ordine di Las Vegas, dopo la sparatoria dell’1 ottobre. Il presidente ha visitato la città accompagnato dalla moglie Melania e ha incontrato sia i feriti che i sopravvissuti, per poi passare a un meeting con lo sceriffo. Ha lodato il "lavoro incredibile" ed il "coraggio" del personale medico: "Ti rende orgoglioso di essere americano".

La compagna: "Uomo gentile e tranquillo"

L’Fbi, nelle ultime ore, ha interrogato anche la compagna di Paddock, Marilou Danley, che ha detto di non essere a conoscenza di quanto progettato dall’uomo. Era “gentile e tranquillo”, si legge nella dichiarazione della 62enne letta dal suo avvocato. La donna ha raccontato: "Poco più di due settimane fa Stephen mi disse che aveva trovato un volo conveniente per le Filippine e che voleva facessi un viaggio a casa per vedere i miei famigliari. Come tutti i filippini all'estero ero contenta di andare a casa e vedere famigliari e amici. Mentre ero lì mi ha inviato del denaro dicendo che era per comprare una casa per me e per la mia famiglia”. Ma Danley ha precisato: "Non mi è mai venuto in mente in alcun modo che stesse pianificando qualcosa di violento contro nessuno", e ha garantito che coopererà con le autorità sul caso. 

La progettazione della strage

Nella ricostruzione di quanto accaduto la sera dell’1 ottobre, intanto, appare sempre più chiaro come Paddock avesse progettato la strage. Alcuni documenti citati dall’Associated Press dimostrerebbero come l’uomo avesse chiesto una stanza a un piano alto (il 32esimo) del Mandalay Bay e con vista sul concerto. Avrebbe voluto quella stanza già dal giovedì, ma questa non era disponibile e vi si era trasferito sabato. Nella sua auto, inoltre, il killer avrebbe custodito 1.600 caricatori e oltre 22 chili di esplosivo. Secondo la ricostruzione dello sceriffo, le telecamere che paddock aveva istallato per controllare i movimenti della polizia non sarebbero state in funzione e non avrebbero quindi registrato nulla. Lo sceriffo ha anche precisato che il killer ha sparato per 10 minuti, dalle 22.05 alle 22.15, mentre due minuti dopo i primi agenti sono entrati in azione per bloccarlo al 32esimo piano. Prima che le forze dell’ordine entrassero nella stanza, però, sono passati 75 minuti: il tempo necessario per evacuare tutte le altre camere. 

La lobby delle armi apre a norme più rigide

Intanto la National Rifle Association (Nra), la potente lobby delle armi negli Usa, chiede al governo federale di verificare se l'accessorio denominato 'bump stocks', usato nella strage da Paddock per aumentare la frequenza di tiro delle sue armi automatiche, sia a norma di legge o se invece debba essere oggetto di ulteriore regolamentazione. Una mossa che denota di fatto l'apertura a ulteriori regolamentazioni. La Casa Bianca "plaude" agli sforzi bipartisan, e della stessa Nra per affrontare la questione dell'uso dell'accessorio 'bump stock'.

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