Regno Unito, Theresa May: “Resto premier a lungo termine”

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Il primo ministro britannico sorprende avversari e compagni di partito. E cerca di smarcarsi dall'idea di governo di scopo. L'obiettivo è andare oltre la Brexit e presentarsi alle elezioni del 2022

“I'm not a quitter”, “non sono una che molla”. Con poche parole, la premier britannica Theresa May afferma di voler restare primo ministro “a lungo”. Le sue dichiarazioni alla Bbc in Giappone vengono riprese dai principali quotidiani del Regno Unito. La leader conservatrice, almeno a parole, intende guidare il partito conservatore alle prossime elezioni del 2022, nonostante il recente insuccesso alle urne nel voto anticipato.

La sorpresa dei conservatori

Solo la scorsa settimana erano state diffuse voci sul fatto che May avrebbe lasciato la guida del governo il 30 agosto 2019, dopo aver concluso le trattative sulla Brexit e condotto il Paese fuori dall'Unione. Ma Downing Street aveva seccamente smentito, bollando il tutto come “sciocchezze”. Due mesi fa in un'intervista al Sun la premier si era rifiutata di rispondere alla domanda in cui le si chiedeva se sarebbe rimasta alla guida del partito fino alle prossime elezioni. La sua ultima dichiarazione, si legge sui media britannici, appare come una sorpresa per i suoi stessi deputati. Subito dopo l'insuccesso elettorale di giugno infatti era iniziato un toto-successione, in cui si erano fatti diversi nomi di possibili nuovi leader conservatori, tra i quali spiccavano l'ex sindaco di Londra Boris Johnson e Philip Hammond, Cancelliere dello Scacchiere.

L'attacco del partito laburista

L'intervento ha spiazzato compagni di partito e avversari. Ma ha avuto anche l'effetto di placare le speculazioni sull'avvenire del governo May, da sempre bollato come un esecutivo a termine. La premier, arrivata al numero 10 di Downing Street dopo il “sì” alla Brexit è stata indicata come espressione di un governo di scopo. Una convinzione che sembrava pacifica, fino a queste dichiarazioni della leader Tory: “Sono qui per restarci nel lungo termine”. Quindi ben oltre l'addio formale all'Ue (previsto per il marzo 2019). “Io e il mio governo non abbiamo l'obiettivo di portare alla Brexit ma un futuro luminoso alla Gran Bretagna”. I Labour, però, attaccano: Jon Trickett, già membro del governo ombra, ha definito l'esecutivo “uno zombie”: “Nessuno crede alla fantasia che possa restare in carica fino al 2022”.

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