Brexit, Johnson: "All'Ue non pagheremo un penny in più del dovuto"

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Il segretario di Stato per gli Affari esteri britannico ha confermato che il Regno Unito rispetterà gli obblighi finanziari nei confronti di Bruxelles. Ma che la stima di quanto dovuto dovrà essere ritenuta equa dal Governo di Londra 

"Onoreremo i nostri obblighi senza pagare un penny in più del dovuto". Lo ha dichiarato il segretario di Stato per gli Affari esteri britannico Boris Johnson, commentando le ipotesi che circolano sugli obblighi finanziari che la Gran Bretagna dovrà pagare all’Unione Europea prima di rendere effettiva la Brexit. "Alcune delle somme che ho letto mi sembrano molto elevate",  ha detto intervenendo a un programma di Bbc Radio 4: "Naturalmente, però, faremo fronte ai nostri obblighi, siamo persone che rispettano la legge e che pagano i debiti".  L’ex sindaco di Londra ha ricordato che il Regno Unito ha contribuito per centinaia di miliardi di sterline al bilancio dell'Ue, nel corso degli anni. Il mese scorso, parlando alla Camera dei Comuni, aveva dichiarato che un’ipotetica richiesta di 100 miliardi di euro sarebbe "un’estorsione".

 

Lo scontro sulla cifra

Michel Barnier, capo negoziatore della Ue, ha più volte sottolineato che non c'è una cifra esatta sul tavolo, ma che "la metodologia" per determinare la somma che Londra deve versare per lasciare l'Unione sarà stabilita nella prima fase delle negoziazioni, che terminerà a ottobre. Secondo le prime stime gli obblighi sarebbero quantificabili in una forchetta tra 64  e 109 miliardi di euro. Una cifra massima che, secondo David Davis, il capo negoziatore del Regno Unito, se dovesse essere raggiunta porterebbe Londra a far saltare il tavolo. Una posizione confermata in parte anche da Boris Johnson. Il quale,  durante l'intervista, ha voluto sottolineare che "non sto dicendo di accettare passivamente la cifra che proporrà l'interlocutore dell'Unione Europea, Michel Barnier, ma di rispettare gli obblighi giuridici che il Governo britannico riterrà equi".

 

Euroscettici divisi

Tra i sostenitori della Brexit il tema degli obblighi finanziari dovuti all’Unione Europea, considerati da molti l’unica garanzia per poter mantenere l'accesso al mercato unico, ha creato diversi fronti tra chi vorrebbe non pagare nulla a Bruxelles e chi si batte per una cifra congrua. Il deputato conservatore Philip Hollobone il mese scorso aveva dichiarato: "Da quando la Gran Bretagna è entrata nel mercato unico il 1° gennaio 1973, fino al giorno in cui è stato deciso di uscirne, ha versato all'Ue e ai suoi predecessori un totale di 209 miliardi di sterline", ossia circa 230 miliardi di euro. "Se Bruxelles vuole altro denaro può anche scordarselo".

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