Tangente da 2 milioni di dollari, arrestato ministro russo

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Il ministro dello Sviluppo economico russo Alexey Ulyukayev (Getty Images)

Alexey Ulyukayev, titolare del dicastero dello Sviluppo economico dal 2013, sarebbe stato colto in flagrante mentre intascava la somma. E’ accusato di corruzione ed è stato rimosso dall'incarico

Il ministro dello Sviluppo economico russo, Alexey Ulyukayev, è stato arrestato per corruzione ed è stato rimosso dall'incarico. I servizi segreti russi (Fsb) lo avrebbero colto in flagranza di reato (ipotesi però smentita dal quotidiano d'opposizione), mentre accettava - secondo l'accusa - una tangente da 2 milioni di dollari. La somma avrebbe dato il via libera all'acquisizione della compagnia petrolifera Bashneft da parte di un'altra società, la Rosnet, colosso del greggio controllato dal Cremlino. L'affare, concluso nel mese di ottobre, è costato 330 miliardi di rubli (circa 5 miliardi di euro).

 

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Il caso - Fonti delle forze dell'ordine riferiscono che il ministro, titolare dell'Economia nel governo Medvedev dal 2013, fosse sotto stretta sorveglianza dei servizi di sicurezza russi da più di un anno. Non si sa però se gli 007 del Cremlino sospettassero già dei reati di cui oggi viene accusato. 

Il Comitato investigativo si è infatti limitato a dichiarare che "il ministro è in arresto" aggiungendo di aver aperto contro di lui un'indagine penale. Il presidente Putin è stato informato del caso al momento dell'apertura dell'indagine, ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. "Si tratta di gravi accuse - ha sottolineato - Soltanto un tribunale può emettere un verdetto".

Se fosse giudicato colpevole, il ministro rischierebbe dagli 8 ai 15 anni di prigione. 

 

Possibile segno di un rmpasto in vista delle elezioni del 2018 - Ulyukayev, tecnocrate sessantenne il cui ministero ha supervisionato varie vendite di asset statali, è il funzionario russo di più alto grado ad essere finito in manette mentre ancora in carica dal collasso dell'Unione Sovietica avvenuto nel 1991.

La televisione di Stato non ha esitato a presentare l'arresto, avvenuto nel cuore della notte, come parte della lotta delle autorità contro la corruzione. Il caso, però, potrebbe anche essere la prova di lotte interne ai più alti livelli di potere e potrebbe preannunciare un più ampio rimpasto prima delle elezioni presidenziali del 2018.

 

L'opposizione: vicenda oscura - L'arresto intanto continua a suscitare sospetti nel paese tra chi ritiene poco chiara tutta la vicenda. "Chiedere, estorcere, addirittura con le minacce, una tangente a Rosneft, è come estorcere una tangente al presidente", dichiara Grigory Yavlinsky, leader del partito di opposizione Yabloko. La vicenda potrebbe infatti essere collegata alla previsione, pubblicata alcune settimane fa dal suo dicastero, che annunciava che il Paese rischia 20 anni di stagnazione. "Forse ha provocato un'eccezionale  irritazione in qualcuno", ha ipotizzato Yavlinsky.

 

 

Per Novaja non sarebbe stato colto in flagrante - Dal canto suo, il giornale d'inchiesta Novaya Gazeta, spesso critico delle politiche del Cremlino e ritenuto d'opposizione, ha scritto sul suo sito che Ulyukayev non avrebbe preso "personalmente" la mazzetta da due milioni di dollari, con la quale avrebbe facilitato l'acquisto da parte della major petrolifera statale Rosneft della società Bashneft, nell'ambito della sua privatizzazione. A detta delle fonti di Novaya Gazeta, la somma è stata collocata nella cassetta di sicurezza di una banca, ma il ministro non ha ritirato il denaro. Le prove raccolte dagli inquirenti, sempre secondo la testata, hanno registrato "l'intenzione del ministro di rivendicare quei soldi". 

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