Incidente bus Catalogna: archiviata l'inchiesta, familiari sotto choc

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Il giudice istruttore spagnolo ha deciso di archiviare la causa penale escludendo problemi meccanici o guida imprudente come motivi della tragedia in cui persero la vita 13 ragazze, tra cui 7 studentesse Erasmus italiane. I parenti delle vittime: "Siamo stupefatti, faremo ricorso"

Il giudice istruttore di Amposta, vicino a Tarragona, ha deciso di archiviare la causa penale nell'inchiesta sullo schianto del bus Erasmus dello scorso marzo in cui hanno perso la vita 13 studentesse, 7 delle quali italiane. Il padre di una delle vittime, appena saputa la decisione, si è detto "stupefatto e nuovamente sotto choc”.

 

L’indagine - L’inchiesta condotta dalla polizia regionale catalana indicava in un colpo di sonno dell'autista la causa più probabile dell'incidente. Il conducente quindi era stato denunciato per 13 omicidi “per imprudenza” e secondo la stampa spagnola avrebbe confessato ai soccorritori, dopo lo schianto, di “essersi addormentato". La scatola nera aveva rivelato che il bus aveva avuto diversi anomali cambiamenti di velocità prima di rovesciarsi sull'asfalto, nella corsia opposta. 

 

La decisione del gip - Nel documento di archiviazione, citato da Efe, il gip di Amposta esprime però un parere diverso: esclude che l'incidente sia stato dovuto a problemi meccanici o alla guida imprudente dell'autista e in assenza di responsabilità penali rinvia le parti al procedimento civile. Contro questa decisione si può fare appello. Ed è quello che intendono fare i legali delle famiglie delle vittime. "Ci riserviamo di procedere legalmente in tutte le sedi competenti e chiederemo all'Ue di prendere posizione sulla vicenda", ha annunciato Alessandro Saracino, padre di Serena, una delle ragazze morte in Catalogna.

 

Al ricorso pensa anche Paolo Bonello, padre di Francesca, altra vittima dell'incidente: "Come si può archiviare un'indagine penale su un incidente stradale in cui l'autista del bus ha ammesso di essersi addormentato?”.

 

Le novità nei documenti - Nel documento di archiviazione il magistrato di Amposta afferma che l'autista circolava alla velocità massima consentita di 100 km/h e aveva rispettato i tempi di riposo regolamentari, e esclude che possa essere stato distratto da un cellulare. Il gip ha rilevato anche che le analisi del sangue hanno escluso un tasso di alcolemia anomalo.

   

Al momento dell'incidente era emerso che il bus carico di studenti Erasmus era partito all'alba da Barcellona per Valencia per la tradizionale festa di primavera delle Fallas per rientrare la notte successiva. Una pratica corrente nei viaggi in bus low cost per studenti fra le due città spagnole. 

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