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Licenziato Osama, il profugo siriano "sgambettato" in Ungheria

Il profugo siriano all'arrivo in Spagna con il figlio (Getty Images)
1' di lettura

Dopo il brutto episodio a Roske, quando era stato fatto inciampare con il figlio in braccio da una giornalista, la nuova vita in Spagna come allenatore di calcio. Ma ora il mancato rinnovo: “Non ha imparato lo spagnolo”

Aveva commosso il mondo dopo essere caduto a terra, con in braccio il figlio di sette anni, a causa dello sgambetto di una giornalista ungherese. Poi, aveva iniziato una nuova vita in Spagna come allenatore. Oggi, a distanza di un anno, il profugo siriano Osama Abdul Mohsen è stato licenziato.

“Non ha ancora imparato lo spagnolo” - È stato lui stesso a raccontare la storia in un'intervista a Telemadrid. Osama, 52 anni, in Siria allenava l’Al-Fotuwa, una squadra di prima divisione: era stato invitato a Getafe, città a nord di Madrid, per continuare a fare il suo mestiere. La scuola spagnola allenatori Cenafe, che lo aveva assunto offrendogli uno stipendio di circa 1200 euro al mese e un appartamento, ora però lo ha lasciato a piedi. Il motivo? Non ha ancora imparato lo spagnol e quindi non può svolgere il suo lavoro. La scuola ha confermato il mancato rinnovo per motivi “strettamente professionali”. “Il contratto – si legge in un comunicato della società – scadeva a settembre, non è stata una decisione unilaterale”.

 

La scuola: pronti a riassumerlo se impara lo spagnolo  - Il presidente della scuola Cenafe, Angel Galan – lo stesso che aveva offerto il lavoro al profugo – lo ha addirittura definito “uno sfaticato”. “La scuola ha avuto un enorme ritorno dal mio caso”, si è difeso Osama. E lo stesso Galan – che non fa mistero di volersi candidare alla presidenza della Federcalcio iberica - ha lasciato aperto uno spiraglio: l'uomo potrebbe essere riassunto a febbraio del 2017 se nel frattempo “dimostrerà di aver imparato lo spagnolo”. Osama si è detto comunque preocupato: "Quattro mesi senza lavorare sono tanti. Sta arrivando il resto della mia famiglia qui in Spagna, ho bisogno di lavorare".

 

Lo sgambetto che lo aveva reso famoso – Le immagini dello sgambetto subito dall'uomo a Roske, in Ungheria – dove i profughi siriani provenienti dalla Serbia cercavano di superare il confine, strettamente sorvegliato dalla polizia – avevano fatto il giro del mondo, suscitando un'ondata di sdegno. La giornalista Petra Laszlo, autrice dello sgambetto ai danni di Osama e del figlio Zaid di 7 anni, era stata licenziata in tronco dall'emittente Tv per cui lavorava, N1Tv, e la storia era finita anche in tribunale.

 

Un sogno diventato realtà - Proprio grazie a quello sgambetto, però, all'uomo e al bambino era stata data la possibilità di cominciare una nuova vita in Spagna. Tanto che lui stesso, all'epoca, aveva definito “una fortuna essere stato preso a calci”. Poco dopo il loro trasferimento Zaid, grande fan di Cristiano Ronaldo, aveva persino ricevuto la visita a sorpresa della stella del Real Madrid che lo aveva portato a visitare lo stadio Santiago Bernabeu.

 

 

 

 

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