Bombe negli Usa, Rahami non collabora con gli inquirenti

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Il 28enne di origine afgana è stato fermato ieri dopo una sparatoria con la polizia. Non emergerebbero legami tra l’attentatore e il terrorismo di matrice jihadista. Ma alcuni conoscenti rivelano: "Dopo un viaggio in Afghanistan era cambiato"

Non ci sarebbero apparenti legami tra il terrorismo di matrice jihadista e Ahmad Khan Rahami, il 28enne di origine afghana ricercato per le bombe dello scorso weekend a New York e in New Jersey, ferito e arrestato dopo una sparatoria con la polizia. Rahami intanto è stato formalmente incriminato con cinque capi d'accusa per tentato omicidio, mentre non sono state ancora formulate le accuse relative alle esplosioni.
Intanto, mentre le indagini vanno avanti, l’allerta negli Stati Uniti resta alta. Gli artificieri dello Stato di Washington hanno fatto brillare un "ordigno esplosivo" trovato in un quartiere di Federal Way, una cittadina pochi chilometri a sud di Seattle.

Il sospettato non sta collaborando - Rahami è accusato per ora di tentato omicidio e possesso di arma da fuoco. Ma per il momento non sembra voler collaborare con gli inquirenti. Le immagini delle tv locali hanno mostrato il 28enne disteso su una barella e con il braccio destro sanguinante e fasciato, mentre veniva introdotto in una ambulanza. Secondo alcune fonti, dopo la cattura, l'uomo è stato operato "almeno a una gamba".  

Si era radicalizzato? - Conoscenti del sospettato citati dal New York Times, hanno parlato di "un cambiamento nei comportamenti e nelle sue abitudini religiose, avvenuti dopo un presunto viaggio in Afghanistan, suo Paese natale".

 



"Odiava l'America e i gay" - Anche una donna di nome Maria, madre di un figlio di Rahami, ha raccontato in un'intervista a Fox News che l'uomo odiava l'America e i gay. "Parlava spesso della cultura occidentale e di come, nel suo paese, era diverso. Di come non c'erano omosessuali in Afghanistan" dice la donna, secondo cui, Rahami era rientrato da uno dei viaggi in Afghanistan, durante il quale gli era stato fatto il "lavaggio del cervello", con una moglie e un altro figlio. 

 

Cuomo: no prove legami con Isis - Il governatore di New York, Andrew Cuomo, ha riferito che Rahami "è andato più volte in Afghanistan e in Pakistan, dove si trovava sua moglie, ma al momento non abbiamo prove di legami con l'Isis, i talebani, che possano spiegare il suo comportamento". Al momento inoltre, "non ci sono indicazioni della presenza di una cellula terroristica operativa in città o nell'area", come era invece stato ipotizzato in un primo momento. Lo ha dichiarato il vicedirettore dell'Fbi a York, Bill Sweeney.  

De Blasio: non ci sono altri ricercati - Il sindaco di New York Bill de Blasio ha assicurato che non ci sono altre persone ricercate per le due bombe di sabato sera nel quartiere di Chelsea a New York, una delle quali è esplosa ferendo 29 persone, per i cinque ordigni del tipo pipe-bomb (tubo-bomba) trovati in uno zaino nei pressi della stazione ferroviaria di Elizabeth, in New Jersey. Da parte sua Chris Bollwage, sindaco di Elizabeth, dove risiedeva Rahami, ha riferito che il 28enne "non era noto alla polizia".


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