Gb, commissione d'inchiesta: l'invasione in Iraq non era giustificata

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Le conclusioni dopo 7 anni di lavoro: Blair non esaurì tutte le possibili opzioni pacifiche prima di decidere di unirsi nel 2003 agli Stati Uniti nell'invasione. L'ex premier: "E' stata la decisione più dolorosa che io abbia mai preso ma il mondo è un posto migliore senza Saddam Hussein"

Il Regno Unito non esaurì tutte le possibili opzioni pacifiche prima di decidere di unirsi nel 2003 agli Stati Uniti nell'invasione dell'Iraq di Saddam Hussein. Queste le attese conclusioni di Sir John Chilcot, a capo della commissione di inchiesta che per 7 anni ha indagato sulle ragioni della guerra e che oggi ha presentato il suo Rapporto finale. Per Chilcot, l'allora premier laburista Tony Blair giudicò le informazioni di intelligence sulla minaccia delle presunte armi di distruzione di massa irachene "con una certezza che non era giustificata". I piani per il dopoguerra, inoltre, furono "completamente inadeguati" alla situazione. "E' stata la decisione più dolorosa che io abbia mai preso", ha commentato l'ex premier britannico Tony Blair, "ma il mondo è un posto migliore senza Saddam Hussein".

 

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Attacco a Blair - Per John Chilcot la decisione britannica di invadere uno stato sovrano per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale prima che tutte "le opzioni pacifiche per il disarmo" venissero esplorate, fu della "massima gravità". E se l'azione militare non era all'epoca "l'ultima risorsa" possibile, Chilcot suggerisce che uno dei fattori decisivi nella decisione di unirsi agli Stati Uniti e scendere in guerra, fu proprio il convincimento di Blair. Dall'inchiesta è emerso infatti che otto mesi prima dell'invasione, Blair aveva detto al presidente Usa George W. Bush "Io sarò con te, comunque". 

 

 

Il dossier presentato dal premier non era sufficiente - Secondo il Rapporto, il celebre dossier presentato dal premier alla Camera dei Comuni nel settembre del 2002 non era sufficiente a supportare l'accusa che l'Iraq di Saddam Hussein stava sviluppando armi di distruzione di massa. L'allora governo laburista non riuscì inoltre a prevedere le disastrose conseguenze della guerra, ha detto Chilcot nell'illustrare le conclusioni contenute nei 12 volumi che compongono il Rapporto. Con almeno 150 mila morti, molti dei quali civili e "oltre un milione di sfollati", ha ricordato, "il popolo iracheno soffrì enormemente".

 

<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="en" dir="ltr">Statement on the Chilcot Report: <a href="https://t.co/npgDjQurOy">https://t.co/npgDjQurOy</a></p>&mdash; Tony Blair Office (@tonyblairoffice) <a href="https://twitter.com/tonyblairoffice/status/750644154099765248">6 luglio 2016</a></blockquote>

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Blair: "Eo in buona fede" - Immediata la replica dell'ex premier: "Il rapporto – si legge in una dichiarazione – dovrebbe mettere a tacere le accuse di cattiva fede, menzogne o inganni. Sia che la gente sia d'accordo o in disaccordo con la mia decisione di intraprendere un'azione militare contro Saddam Hussein, lo feci in buona fede e in quello che credevo essere il migliore interesse del Paese".

 

Blair smentito dalla storia

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