Pedofilia, Papa Francesco rimuove vescovo in Paraguay

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Monsignor Rogelio Plano, a capo della diocesi di Ciudad del Este, avrebbe insabbiato un caso di abusi su minori, oltre che essersi macchiato di malversazione. "Decisione presa per la maggior unità della Chiesa" si legge in una nota

Dopo l'arresto in Vaticano con il consenso del Papa dell'ex nunzio Jozef Wesolowski per casi di pedofilia, arriva una nuova misura dalla Santa Sede contro i casi di pedofilia nella Chiesa. Papa Francesco ha infatti provveduto all'avvicendamento del vescovo di Ciudad del Este (Paraguay) monsignor Rogelio Ricardo Livieres Plano e ha nominato amministratore apostolico sede vacante della medesima diocesi monsignor Ricardo Jorge Valenzuela Rios, vescovo di Villarica del Espiritu Santo. Monsignor Livieres Plano sarebbe coinvolto in episodi di malversazione e insabbiamento di un caso di pedofilia. "La gravosa decisione della Santa Sede - si legge nel Bollettino ufficiale - ponderata da serie ragioni pastorali, è ispirata al bene maggiore dell'unità della Chiesa".

Il Papa chiede obbedienza e fede
- "Il Santo Padre - continua la nota - nell'esercizio del suo ministero di 'perpetuo e visibile fondamento dell'unità sia dei vescovi sia della moltitudine dei fedelì chiede al clero e a tutto il popolo di Dio di Ciudad del Este di voler accogliere i provvedimenti della Santa Sede con spirito di obbedienza, docilità e animo disarmato, guidato dalla fede. Inoltre invita l'intera Chiesa paraguaiana, guidata dai suoi Pastori, a un serio processo di riconciliazione e superamento di qualsiasi faziosità e discordia, perché non sia ferito il volto dell'unica Chiesa 'acquistata con il Sangue del suo proprio Figlio' e il 'gregge di Cristo' non sia privato della gioia del Vangelo".

Pochi giorni fa l'arresto di Wesolowski - Martedì 23 settembre è stato posto agli arresti domiciliari in Vaticano l'ex nunzio apostolico Jozef Wesolowski, con le accuse di abusi sessuali sui minori e possesso di materiale pedopornografico. La misura si era resta necessaria visto il pericolo di fuga del prelato, che rischia ora una pena tra i 6 e i 7 annni di carcere, più le eventualia aggravanti.

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