"Andate nelle strade!": la storia privata di Papa Bergoglio

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La casa dove Francesco ha vissuto i suoi primi anni

L'infanzia nei sobborghi di Buenos Aires, l'ingresso nel collegio dei gesuiti, la nomina a vescovo di Buenos Aires. Un instant doc di National Geographic Channel, in onda domenica 31 marzo, ripercorre la vita del nuovo pontefice. L'ANTICIPAZIONE

“Fratelli e sorelle, buonasera. Voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo. Ma siamo qui.”. Appena nominato pontefice, così Papa Francesco si è rivolto alla folla riunitasi a Piazza San Pietro per festeggiarlo.
A pochi giorni dall’intronizzazione del nuovo Papa e in occasione della Pasqua, National Geographic Channel (canale 403 di Sky) propone l’instant doc Francesco. Il Papa venuto da lontano in onda domenica 31 marzo 2013 dalle 20.55, il documentario ripercorre la vita di Papa Bergoglio, dalla sua infanzia all’attività di cardinale di Buenos Aires, dal conclave alle reazioni del mondo e, in modo particolare, dei suoi connazionali.

Le immagini private di Bergoglio - Proponendo anche alcune immagini della vita privata del Papa, il programma ne ricostruisce la figura attraverso le testimonianze di chi l’ha conosciuto da vicino. Suor Martha Rabino, che dirige la scuola dove Bergoglio studiò da ragazzo, rivela: “Andava spesso a piedi o prendeva l’autobus e la metropolitana. Stava sempre con la gente. E quando parlava con noi, ci diceva: ‘Forza, sorelle, uscite! Non rimanete continuamente chiuse qui dentro. Andate nelle strade! C’è molto da fare in strada. Potete parlare con le persone, potete dare dei consigli, insomma stare più vicino alla gente’ ”.
“Quello che ci aspettiamo da Papa Francesco – dice padre Javier Klajner, sacerdote dell’arcidiocesi di Buenos Aires - è che sia lo stesso vescovo che abbiamo conosciuto: che conservi gli stessi sentimenti, la stessa passione e lo stesso modo di fare che ha avuto ogni giorno, specialmente durante questi quindici anni in cui è stato arcivescovo di Buenos Aires. È una persona modesta, un uomo molto austero, ma nello stesso tempo accessibile: se, per esempio, qualcuno, chiunque fosse, gli scriveva una lettera, lui rispondeva di propria mano.

Il ruolo durante la dittatura - Per quanto riguarda la questione del ruolo avuto dal futuro Papa Francesco durante la dittatura militare in Argentina, Estela De Carlotto, Presidente dell’associazione Nonne di Plaza de Mayo, spiega alle telecamere di National Geographic Channel: “Chiediamo verità, memoria e giustizia. Abbiamo fiducia in Papa Francesco. Noi crediamo moltissimo in lui e speriamo che da dove si trova adesso ci possa aiutare, perché noi continuiamo ad avere bisogno dell’aiuto della Chiesa”.

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