India, impiccato il terrorista della strage di Mumbai

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Ajmel Amir Kasab, pachistano di 24 anni, era stato condannato a morte due anni fa. Aveva organizzato, insieme ad altri nove militanti, gli attentati che nel 2008 costarono la vita a 166 persone, tra cui l'italiano Antonio Di Lorenzo

L'unico terrorista pachistano superstite delle stragi di Mumbai del 26 novembre 2008 è stato impiccato nella mattina di mercoledì 21 in segreto in una prigione di Pune, nello stato centrale del Maharashtra. Ajmel Amir Kasab, di 24 anni, era stato condannato a morte due anni fa per aver organizzato insieme ad altri nove militanti arrivati via mare, gli attentati agli hotel della metropoli che costarono la vita a 166 persone, tra cui l'italiano Antonio Di Lorenzo, dopo un assedio di tre giorni.

Il militante, sospettato di appartenere al gruppo estremista islamico pachistano Lashkar-e-Toiba, è salito sul patibolo alle 7.30 (alle 3 ora italiana) e non ha espresso alcun desiderio, secondo quanto riportano le televisioni. Era stato trasferito nella prigione di Yerwada ieri sera in gran segreto. Il presidente della Repubblica, Pranab Mukherjee, aveva respinto la domanda di grazia.

Il corpo è già stato sepolto nel penitenziario. Il governo indiano aveva informato Islamabad dell'esecuzione, ma "non è giunta alcuna richiesta di riavere il corpo" hanno detto le autorità indiane. Il ministro degli Esteri Salman Kurshid ha detto che "l'ambasciata pachistana ha ignorato un fax inviato dal suo ministero" in cui si comunicava la decisione.

L'esecuzione della condanna a morte, la prima dal 2004, è stata accolta con soddisfazione dai familiari delle vittime e dall'opposizione indo-nazionalista. Giunge alla vigilia della ripresa dei lavori del Parlamento per la sessione invernale e a meno di una settimana dal quarto anniversario della strage che provocò una gravissima crisi tra le due potenze nucleari asiatiche.

Islamabad ha riconosciuto che lo spettacolare attacco compiuto dal commando di militanti contro due hotel, un centro ebraico, una stazione e un'ospedale, è stato concepito sul suo territorio e ha avviato un'inchiesta contro le presunte "menti" dell'operazione che pero' sono ancora a piede libero perché non ci sarebbero prove sufficienti contro di loro.

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