Militari libici sequestrano due pescherecci di Mazara

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Il blitz è avvenuto in acque internazionali mentre le due imbarcazioni erano impegnate in battute di pesca. Il sindaco di Mazara del Vallo: “E’ stato fatto uso delle armi e questo è di gravità assoluta”. La Farnesina: “Seguiamo la vicenda”

In un colpo solo una pattuglia di militari libici su una motovedetta ha sequestrato e scortato nel porto di Bengasi i pescherecci di Mazara del Vallo  "Daniela L" e "Giulia PG" che erano nel canale di Sicilia per le battute di pesca. Per fermare gli equipaggi dei due scafi italiani, 14 persone in tutto tra italiani e tunisini, i nordafricani hanno sparato alcuni colpi di arma da fuoco. "E' stato fatto uso delle armi e questo è di gravità assoluta - dice il sindaco di Mazara Nicola Cristaldi – perché niente può giustificare azioni di tale portata. I segni dei colpi sono ben visibili sulle fiancate dei pescherecci. I natanti erano in acque internazionali anche se, come è noto, i libici ritengono quelle acque di loro pertinenza".
“I due motopesca sono stati fermati dopo le 13 a circa 40 miglia al largo delle coste libiche e stanno giungendo a Bengasi. Ci siamo già attivati avvisando l'ambasciata e il consolato italiani in Libia. Sappiamo già che ad attendere i nostri marittimi in porto, a Bengasi, ci sarà il console Guido De Santis”, dice Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto produttivo per la pesca “Cosvap”.

La Farnesina fa sapere che "su istruzione del ministro degli Esteri Giulio Terzi, l'ambasciatore a Tripoli Giuseppe Grimaldi e il console generale a Bengasi Guido De Santis stanno seguendo la vicenda con la massima attenzione".

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