Islanda, torna l’incubo vulcano. Cancellati i primi voli

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Islanda, il vulcano Grimsvotn
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Chiuso per ore lo scalo principale dell’isola, per l’eruzione di Grimsvotn. Le ceneri arrivano sulla Scozia, Obama anticipa la partenza dall'Irlanda. Ma secondo gli esperti non si ripeteranno i disagi causati lo scorso anno da Eyjafjallajokull. VIDEO

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Un anno dopo, volare torna ad essere una lotteria. Altro vulcano islandese, nuove ceneri, stessi punti interrogativi sull'Europa. In seguito all'eruzione del vulcano più attivo dell'Islanda, Grimsvotn, lo scalo principale dell'isola è rimasto chiuso per tutta la giornata di lunedì 23 maggio e nella notte tra lunedì e martedì è stata disposta la chiusura dello spazio aereo sulla Scozia. Per via delle ceneri, la British Airways ha cancellato i suoi voli di martedì da Londra in Scozia e la stessa decisione è stata presa dalla olandese Klm per i voli verso il nord del Regno Unito.

Ma se un anno fa le ceneri espulse dall'impronunciabile Eyjafjallajokull coprirono il cielo di due terzi del continente, costringendo le compagnie aeree a cancellare 100.000 voli e provocando oltre 2,5 miliardi di euro di danni per il blocco del traffico aereo, quest'anno l'eruzione del vulcano più attivo dell'Islanda dovrebbe essere, come il suo nome, più maneggiabile.

A fare la differenza, secondo la cellula anticrisi europea che si è riunita a Bruxelles, dovrebbe essere proprio la lezione imparata un anno fa. E così, se nella primavera del 2010 a provocare il blocco dei voli fu il principio della "precauzione assoluta", per cui si lasciavano a terra gli aerei anche di fronte alla minima possibile e teorica presenza di particelle di cenere vulcanica, ora le autorità aeronautiche internazionali (dall'Icao all'Easa) hanno strutturato procedure diverse, "testate" proprio nell'aprile scorso.

A decidere se volare o meno saranno le compagnie aeree d'accordo con le autorità nazionali della sicurezza del volo che, sulla base dei dati sulla qualità dell'atmosfera costantemente aggiornati e forniti dal Vaac di Londra, potranno decidere come evitare blocchi del traffico aereo: controlli rafforzati sugli aeroplani prima e dopo ogni volo, più carburante a bordo per deviare le rotte in caso di cambiamenti improvvisi della situazione, valutazione del tipo di aereo e di motori. Una serie di misure che, come fanno notare a Bruxelles, dovrebbe permettere d' "minimizzare" l'impatto.

Di diverso, rispetto ad un anno fa, ci sono anche due fattori fisici: una diversa qualità delle ceneri emesse (di grana molto più grossa, ricadono prima a terra) e condizioni meteo diverse. Fattori che però non impediscono al Commissario europeo per i trasporti, Siim Kallas, di prevedere "una settimana molto difficile" per i passeggeri ed il settore dell'aviazione civile. Un anno fa l'Europa si trovò rispedita di colpo indietro di cent'anni nella storia dei trasporti. Milioni di persone furono coinvolte in tutto il mondo. Chi ha imparato la lezione, come il Barcellona che un anno fa fu costretto ad una trasferta d'altri tempi in pullman fino a Milano, gioca d'anticipo e pensa di partire già martedì per Londra dove sabato prossimo deve giocare la finale di Champions League contro il Manchester United. Ed anche il presidente Usa Barack Obama, che vola con lo specialissimo Air Force One, ha deciso di anticipare a lunedì sera la partenza dall'Irlanda.

La nube prodotta dal vulcano Grimsvotn, che tra giovedì 26 e venerdì 27 maggio potrebbe raggiungere Spagna e Francia, ha già fatto sentire i primi effetti sulle Borse europee. Per il timore che si ripetano i blocchi del traffico aereo causato un anno fa da un altro vulcano islandese, l'Eyjafjallajokull, i titoli delle compagnie aeree hanno registrato forti perdite.
Il Grimsvotn ha iniziato a eruttare sabato 21 maggio: situato nel sud-est dell'Islanda sotto il ghiacciaio Vatnajoekull, è il vulcano più attivo dell'isola con nove eruzioni tra il 1922 e il 2004. 

Guarda tutti i video sulla nube islandese di un anno fa:

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