Arrigoni, la mente del sequestro sarebbe “il Giordano”

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Dopo i due sospettati arrestati, ora le autorità di Hamas stanno cercando un cittadino conosciuto negli ambienti salafiti come “Abdel Rahman il Giordano”. La prossima Freedom Flottilla, in partenza a maggio, sarà dedicata a Vittorio

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Le autorità di Hamas stanno dando la caccia a un cittadino giordano ritenuto la mente del sequestro e dell'uccisione di Vittorio Arrigoni, nella Striscia di Gaza. Secondo quanto riferisce il quotidiano israeliano Maariv, l'uomo è conosciuto negli ambienti salafiti come "Abdel Rahman il Giordano" e sarebbe entrato a Gaza dal Sinai, usando uno dei tunnel per il contrabbando. E' quanto è emerso dagli interrogatori di un salafita, Haitem Salfiti, fermato nell'ambito delle indagini. Il quotidiano israeliano ha riferito che i servizi di sicurezza del movimento di resistenza islamico hanno intensificato i controlli per impedire che "il giordano" lasci la Striscia.

Gli arresti - Due militanti della cellula salafita Al Tawhid wal-Jihad (monoteismo e guerra santa) arrestati da Hamas, Farid Bahar e Tamer al-Hasasnah, sabato 16 aprile hanno confessato di essere rispettivamente il killer dell'attivista italiano e il basista dell'operazione. Si tratta di due ex militanti delle Brigate Ezzedine al Qassam, il braccio armato di Hamas, passati in un gruppo qaedista ma che ricevevano ancora uno stipendio dalle forze di sicurezza del movimento islamico.

Freedom Flottilla “Stay Human” - "Non mi interessano gli arresti, non ora, ho altro a cui pensare" così Egidia Beretta, madre di Vittorio Arrigoni, ha commentato all’agenzia di stampa Ansa la notizia che i salafiti che hanno ucciso suo figlio sarebbero stati ancora nelle fila di Hamas. Quello che interessa la madre dell'attivista, ora, è che la salma di suo figlio torni a casa, ma ancora non ci sono notizie sul suo arrivo. "Non ho ancora notizie sul rientro di Vittorio e quindi - spiega Egidia Beretta, che è anche sindaco di Bulciago, il paese dove vivono gli Arrigoni - non abbiamo ancora potuto fissare i funerali, sono d'accordo con il parroco che lo faremo appena ci sarà una certezza". La madre di Vittorio smentisce categoricamente la notizia circolata in rete su una sua partecipazione alla Freedom Flotilla 2 in partenza a maggio, che gli organizzatori hanno ribattezzato 'Freedom Flotilla - stay human' in onore di Vittorio Arrigoni e di quella Utopia che l'attivista aveva persino inserito tra nome e cognome nel suo profilo Facebook. "Mi hanno chiesto se ero d'accordo che la Flotilla venisse intitolata a Vittorio e lo sono" dice la madre, precisando però di non aver mai pensato a imbarcarsi.

La salma non passerà per la via di Israele - La mamma di Vittorio Arrigoni ha inoltre confermato la decisione di non rimpatriare la salma dell'attivista filo-palestinese attraverso Israele. Dopo l'appello lanciato da uno scrittore israeliano, Etgar Keret, che aveva chiesto alla famiglia di ripensarci per non trasformare "il suo ultimo viaggio in un simbolo dell'odio e del rifiuto verso coloro che considerava nemici", Egidia Beretta ha risposto che "Israele non lo ha voluto da vivo e non lo avrà neanche da morto". "Vittorio non poteva entrare in Israele: lo avrebbero arrestato", ha ricordato, commentando con l’agenzia di stampa Agi la lettera di Keret al Corriere della Sera. "In Israele era stato picchiato, incarcerato, era considerato un 'indesiderabile'. Vittorio era entrato a Gaza passando da Rafah e tornerà a casa attraversando lo stesso valico, che porta in Egitto".

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