Kamikaze nel centro di Istanbul

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Durante una manifestazione studentesca, un attentatore suicida si è fatto esplodere contro un posto di polizia nella centrale piazza Taksim. Almeno 32 i feriti, due gravi. Il consolato italiano: "Nessun connazionale coinvolto". GUARDA IL VIDEO

Torna il terrorismo nel cuore di Istanbul. Un kamikaze si è fatto esplodere al mattino sulla piazza Taksim, la più famosa e frequentata della metropoli turca, ferendo 32 persone, tra cui 17 poliziotti che erano l'obiettivo dell'attentato.
Gli agenti stavano controllando una manifestazione studentesca mentre sulla piazza circolavano anche centinaia di turisti. Un ordigno inesploso è stato trovato e disinnescato dagli artificieri.

Non ci sono state rivendicazioni, ma in passato Istanbul è finita nel mirino di separatisti curdi e di Al Qaeda. I curdi del Pkk una sola volta hanno impiegato kamikaze, ad Ankara nel 2003, mentre nel 2006 Al Qaeda aveva fatto 62 morti a Istanbul con un attacco kamikaze.
L'attacco è arrivato nel giorno in cui scadeva la tregua unilaterale proclamata dal Pkk per incoraggiare il governo turco ad avviare un dialogo sulla questione curda, ma il gruppo ha preannunciato una proroga e ha escluso attacchi contro civili. Fonti della sicurezza privilegiano la pista curda, sostenendo che in Turchia Al Qaeda ha privilegiato le autobomba.

Il kamikaze, un uomo sulla trentina, si è fatto saltare in aria alle 10,30 (le 9,30 in Italia) a poca distanza dal monumento a Mustafa Kemal Ataturk, il fondatore della Turchia moderna e laica, dopo essersi avvicinato a un pullman della polizia con la scusa di chiedere un'indicazione. Due dei feriti sono in condizioni gravi, ma non in pericolo di vita. Piazza Taksim è presa d'assalto ogni giorno da migliaia di turisti per i suoi ristoranti, negozi e alberghi ed è anche un importante snodo per i trasporti cittadini. Non risultano italiani tra i feriti.

Il premier turco Tayyip Erdogan, che al momento dell'attentato stava visitando Mardin, nel sud-est a maggioranza curda, ha condannato l'atto "terroristico" e ha avvertito che "chi minaccia la pace, la sicurezza e lo sviluppo della Turchia non sarà tollerato". "Questi attacchi", ha aggiunto, "non fermeranno la Turchia dal raggiungere i suoi obiettivi di pace, fratellanza e sviluppo". Il 22 giugno una bomba era esplosa alla periferia di Istanbul al passaggio di un pullman di soldati: erano morti 5 militari e la figlia adolescente di uno di loro. L'attentato era stato rivendicato dai Falchi per la libertà del Kurdistan (Tak), un oscuro gruppo fedele all'ex capo guerrigliero Abdullah Ocalan, condannato all'ergastolo nel 1999

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