Stati Uniti, è tempo di primarie

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L'attuale senatore dell'Arizona John McCain
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In vista delle elezioni di mid term Repubblicani e Democratici selezionano i candidati ideali. E a sorpresa quasi ovunque la Vecchia Guardia ha la meglio sui Giovani Leoni. McCain vince in Arizona

Se qualcuno pensava che la politica americana si stesse radicalizzando con l'emergere di nuovi gruppi più radicali, come i recenti Tea Party dell'area repubblicana, ha avuto una doccia fredda questo martedì. In ben cinque stati, infatti, si sono svolte le primarie repubblicane e democratiche per selezionare i candidati da mandare al congresso e i potenziali governatori per le elezioni di mid term di novembre. E quasi ovunque la Vecchia Guardia, ovvero i senatori e deputati di lungo corso di entrambi gli schieramenti hanno avuto la meglio sui giovani rampanti posizionati su posizioni più radicali. In Arizona, per esempio, John McCain, l'ex candidato alla presidenza sconfitto da Barack Obama e la cui fortuna politica da molti veniva descritta in crisi, ha avuto gioco facile ad avere la meglio sul suo avversario J.D.Hayworth, appartenente all'ala più conservatrice del partito e che aveva fatto della lotta all'immigrazione illegale il suo cavallo di battaglia.

E nello stesso modo è anche andato in Alaska, Florida, Oklahoma e Vermont, gli altri stati nei quali si è votato e dove i candidati più moderati di entrambi gli schieramenti hanno avuto la meglio rispetto a coloro che speravano in una radicalizzazione dello scontro. L'unico votazione in cui un veterano è stato sconfitto sono state le primarie per la scelta del candidato repubblicano al ruolo di governatore della Florida. Qui il ministro della giustizia Bill McCollum è stato battuto da Rick Scott. McCollum aveva recentemente tentato di dare una sterzata a destra alla sua campagna elettorale promettendo una legge anti immigrazione ancora più severa di quella approvata in Arizona.

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