I reati sono bancarotta e "market abuse". Le indagini della Fiamme Gialle hanno consentito di ricostruire un complesso e capillare sistema distrattivo
La guardia di finanza di Milano ha eseguito tre arresti, uno in carcere e due ai domiciliari, e due misure interdittive, nell'ambito di una indagine sul dissesto del gruppo Biancamano, ora in amministrazione straordinaria. Inoltre, attraverso il canale rogatoriale, ha sequestrato quattro milioni di euro.
I reati
I reati sono bancarotta e "market abuse". Le indagini della Fiamme Gialle hanno consentito di ricostruire un complesso e capillare sistema distrattivo. In carcere è finito l'ex presidente e fondatore, imprenditore ligure e residente in Svizzera, Giovanni Battista Pizzimbone. L'azienda quotata in borsa e di rilevanza nazionale opera nel settore di raccolta e gestione di rifiuti in vari comuni italiani.
Il gip: "Pizzimbone avido, usava 'marionette'"
Il 56enne ha mostrato "spregiudicatezza" e "assoluta mancanza di scrupoli" nella "gestione dell'attività d'impresa" e una "irrefrenabile avidità" con cui si è arricchito di "profitti illeciti in tutte le forme possibili", circondandosi anche di "veri e propri 'yes-men' gestiti come marionette", sempre "pronti ad accettare scomode cariche sociali o ad apporre prontamente firme su documenti già predisposti". Lo scrive il gip di Milano, Raffaella Mascarino. L?indagine ha portato ai domiciliari Massimo Delbecchi e Alessandra De Andreis, il primo ex ad, tra il 2006 e il 2018, di Biancamano e pure ex presidente di Aimeri Ambiente, e la seconda ex ad tra il 2016 e il 2020 di Energeticambiente. Nell'ordinanza il giudice evidenzia che "i trasferimenti di denaro a favore di Pizzimbone sono continuati anche nel periodo successivo" al momento in cui la Procura milanese aveva già inoltrato "la dichiarazione di fallimento delle società del gruppo", che ha portato le tre società in amministrazione straordinaria.
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