Covid Bergamo, familiari delle vittime in piazza: “La Commissione d'inchiesta è una farsa”

Lombardia
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I parenti delle vittime si sono ritrovati questa mattina davanti a Palazzo Frizzoni, sede del Municipio, per protestare contro l'approvazione dei due emendamenti abrogativi che limitano l'indagine della Commissione parlamentare a quanto avvenuto prima del 30 gennaio 2020

Una sessantina di familiari delle vittime del coronavirus si sono ritrovati questa mattina davanti a Palazzo Frizzoni, sede del Municipio di Bergamo, con striscioni con la scritta '#sereni', riportata anche sulle mascherine, per criticare la decisione con la quale è stato stabilito che le Commissioni parlamentari si dovranno occupare soltanto di quanto avvenuto prima del 30 gennaio 2020, giorno prima della dichiarazione d'emergenza nazionale. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEI CONTAGI IN ITALIA E NEL MONDO - I DATI DEI VACCINI IN ITALIA) In piazza con i familiari c'erano anche Giuseppe Marzulli, ex direttore sanitario dell'ospedale di Alzano Lombardo, che fu al centro dell'epidemia nella tragica primavera dell'anno scorso, il generale Pier Paolo Lunelli e i legali che hanno intrapreso la causa civile a Roma. Tra loro l'avvocato Consuelo Locati, che ha mostrato alcuni documenti. Tanti familiari hanno invece mostrato la foto dei loro cari morti con il Covid-19.

La protesta a Bergamo
La protesta dei familiari delle vittime a Bergamo - ©Ansa

I familiari delle vittime: “Commissione d'inchiesta è una farsa”

"La commissione d'inchiesta è diventata una farsa, con l'approvazione dei due emendamenti abrogativi che hanno limitato l'indagine della Commissione al 30 gennaio 2020, prima della dichiarazione dello stato d'emergenza e soprattutto a Paesi da cui ha avuto origine il virus", afferma l'avvocato Locati che ha anche mostrato alcuni "documenti fondamentali per l'inchiesta e che riferiscono di un incontro tra Governo e Regioni il 25 gennaio 2020 in merito alle misure da mettere in campo per il contenimento del Covid". Incontro a seguito del quale sarebbero stati modificati i criteri per identificare i casi sospetti, è la ricostruzione del team di legali formato anche dagli avvocati Piero Pasini, Luca Berni e Giovanni Benedetto, che stanno seguendo la causa a nome di 520 familiari. Nella causa civile intentata contro il ministero della Salute, la Presidenza del Consiglio e Regione Lombardia vengono chiesti 100 milioni di euro di risarcimento danni.

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