Fondi Lombardia, appello: Minetti patteggia un anno e un mese, per Romeo un anno e 8 mesi

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L’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi ed ex consigliera regionale lombarda ha patteggiato in continuazione con i 2 anni e 10 mesi inflitti per il processo ‘Ruby bis’. Confermata invece la condanna per peculato all’attuale capogruppo della Lega in Senato ed ex consigliere lombardo

L'ex igienista dentale di Silvio Berlusconi nonché ex consigliera regionale lombarda Nicole Minetti, nel processo di secondo grado con al centro la cosiddetta 'Rimborsopoli' al Pirellone, ha patteggiato quest’oggi un anno e un mese in continuazione con i 2 anni e 10 mesi inflitti per il processo 'Ruby bis'. Ad accogliere il patteggiamento proposto è stata la seconda Corte d’Appello di Milano, che per l'attuale capogruppo della Lega in Senato ed ex consigliere lombardo Massimiliano Romeo, tra gli imputati nel processo, ha confermato la condanna a un anno e 8 mesi per peculato. Le motivazioni saranno depositate in 90 giorni.

Il verdetto

approfondimento

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La seconda Corte d'Appello di Milano ha confermato, tra l'altro, la condanna a 2 anni e mezzo per Renzo Bossi, il figlio di Umberto Bossi a cui è stata però revocata la confisca disposta in primo grado. L'accusa per i 51 imputati è peculato. Confermata anche la pena di un anno e mezzo per l'eurodeputato Angelo Ciocca. Accolto il patteggiamento proposto da Alessandro Colucci, deputato del gruppo misto, a un anno, 8 mesi e 20 giorni. I giudici hanno infine dichiarato il non doversi procedere per prescrizione nei confronti dell'eurodeputato Stefano Maullu. La corte, presieduta da Rosa Luisa Polizzi, nei confronti degli imputati che hanno scelto il rito ordinario ha ritoccato al ribasso parecchie delle 39 condanne per intervenuta prescrizione dei reati commessi nel 2008. In un paio di casi ha anche assolto per qualche capo di imputazione e per qualcuno revocate le confische disposte in primo grado.

Le accuse

I politici ed ex politici sono accusati di essersi fatti rimborsare con soldi pubblici spese per un totale di circa 3 milioni per l'acquisto di cartucce da caccia o 'gratta e vinci', oppure cene da centinaia di euro per pochi coperti o per tavolate di 26 persone. E poi drink o lunch in locali di lusso, i costi di sigarette, Red Bull e di videogiochi e anche l'acquisto di 'Mignottocrazia' il libro di Paolo Guzzanti.

Le altre condanne

La pena più alta sono i 4 anni e 2 mesi per l'ex capogruppo della Lega Stefano Galli che risponde sia di peculato sia di truffa in quanto avrebbe fatto ottenere una consulenza da 196mila euro al genero, anche lui tra gli imputati (l'unico a non essere un politico) e si sarebbe fatto pure rimborsare oltre 6mila euro per il banchetto del matrimonio della figlia. Per l'ex consigliere Angelo Giammario e l'ex assessore Gianluca Rinaldin le condanne sono state di 2 anni 7 mesi e 10 giorni e 2 anni e 6 mesi e 10 giorni. Le pene nei confronti di Carlo Saffiotti e Massimo Guarischi sono state 2 anni e 7 mesi e 2 anni e mezzo, mentre gli ex assessori Monica Rizzi (Lega) e Massimo Buscemi (Fi) sono stati condannati rispettivamente a 2 anni e 1 mese, 2 anni e 1 mese e 15 giorni e l'ex capogruppo del Pd Chiara Cremonesi si è vista da un lato revocare la confisca e dall'altro confermare i 2 anni e 2 mesi inflitti in primo grado. Ci sono state una serie di condanne tra 1 anno e 7 mesi e 1 anno e 5 mesi. Nella gran parte dei casi è stata sospesa la pena con la non menzione e solo per alcuni disposte le pene accessorie. La Regione era stata già risarcita a suo tempo.

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