Gessate, traffico illecito di rifiuti: cinque arresti

Lombardia
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Nell'inchiesta dei militari è stato accertato che, tra il 2016 e il 2020, sarebbero state trattate oltre 800mila tonnellate di rifiuti e sono risultate coinvolte 14 società e 28 persone

Cinque persone sono finite agli arresti domiciliari e per altre tre è stato disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria in un'inchiesta su un traffico illecito di rifiuti, condotta dalla guardia di finanza di Milano.

L'indagine

L'indagine ha portato anche al sequestro di disponibilità finanziarie per 1,2 milioni di euro, di un impianto di recupero rifiuti a Gessate, nel Milanese, e di quattro automezzi. Nell'inchiesta dei militari è stato accertato che, tra il 2016 e il 2020, sarebbero state trattate oltre 800mila tonnellate di rifiuti e sono risultate coinvolte 14 società e 28 persone tutte indagate a vario titolo, per traffico illecito di rifiuti, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, truffa, inquinamento ambientale e attività di gestione di rifiuti non autorizzata.

Il sequestro del 2018

Nel dicembre 2018 era già stata sequestrata una discarica abusiva di oltre 30mila metri quadri a Cassano d'Adda (Milano), dove erano state ammassate e interrate oltre 40mila tonnellate di rifiuti anche "pericolosi", tra cui frigoriferi, apparecchiature elettriche ed elettroniche, lamiere di ferro, in un terreno che rientrava nell'area naturale protetta del Parco dell'Adda Nord. Poi, nel dicembre 2019 era stata sequestrata anche un'altra discarica abusiva di 26mila metri quadri a Pioltello, dove era in corso un'opera di "reinterro area per raggiungimento quota stradale" con l'illecito utilizzo di rifiuti. E ancora nel febbraio 2020 i finanzieri hanno messo i sigilli ad un impianto di recupero e di riciclo a Liscate (Milano), che raccoglieva rifiuti da trasportatori non autorizzati compilando falsi formulari. 

Le intercettazioni

"C'è sotto tanta fogna, c'è in giro un mare di fogna da tutte le parti, è legna, plastica". Ed è questo il tenore delle conversazioni intercettate. Da alcune di queste è emerso come la Cava Casara, incaricata dalla società New Edil, "non avrebbe affatto rimosso i rifiuti presenti" e sotterrati in un cantiere a Pioltello appunto, nel Milanese, "ma, anzi, avrebbe contribuito a nasconderli ulteriormente". 

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