Mascherine per Rsa a parenti e appalti truccati: arrestato il sindaco di Opera

Lombardia
©Ansa

Il primo cittadino è stato posto ai domiciliari con l'accusa di peculato e corruzione. La misura cautelare è stata eseguita anche nei confronti della dirigente dell'Ufficio Tecnico e di tre imprenditori. Tra gli illeciti anche l'interramento di rifiuti nel Parco agricolo Sud Milano

Il sindaco Antonino Nucera e la dirigente dell'Ufficio Tecnico del Comune di Opera, in provincia di Milano, oltre a tre imprenditori edili, sono stati arrestati questa mattina dai carabinieri in quanto ritenuti responsabili, a vario titolo, di peculato, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Tra gli illeciti contestati anche l'interramento di rifiuti nel Parco agricolo Sud Milano (oltre quello di aver favorito una speculazione sull'acquisto dei termoscanner). Nucera, 50 anni, eletto tra le fila del centrodestra, è stato posto ai domiciliari. Ed è stato sospeso dalla carica di primo cittadino dal prefetto di Milano.

Mascherine a familiari e dipendenti comunali

Dalle indagini sarebbe emerso, inoltre, che il sindaco, nella prima fase della pandemia, avrebbe destinato a familiari, dipendenti comunali e amici 2.880 mascherine riservate alle farmacie comunali, che avrebbero dovuto poi distribuirle alla popolazione, e, in più occasioni, come testimonierebbero anche delle intercettazioni, anche alla Rsa Anni Azzurri Mirasole presente nella frazione di Noverasco.  Dei dispositivi in oggetto, si legge nell'ordinanza di oltre 200 pagine firmata dal gip di Milano, Fabrizio Filice, 2.380 erano destinati alla Rsa, 500 alle farmacie. Nel maggio 2020, Nucera è salito agli onori delle cronache per un'ordinanza molto restrittiva che imponeva ai cittadini di non uscire di casa, scatenando una campagna social da parte degli abitanti. In quell'occasione aveva dichiarato che "l'ordinanza emessa ha un unico obiettivo: garantire la sicurezza e la tranquillità di tutta la comunità operese".

Inchiesta avviata a febbraio 2020

L'inchiesta "Feudum" è stata avviata nel febbraio 2020 e, oltre alle mascherine indebitamente distratte, ha fatto emergere altre condotte illecite. "Nell'arco temporale tra febbraio e ottobre 2020 - riferiscono i carabinieri - il sindaco di Opera, con l'adesione incondizionata della dirigente dell'Ufficio tecnico e l'accondiscendenza di alcuni funzionari e consulenti del Comune, abbia sistematicamente interferito in alcune procedure di gara bandite, per orientare l'assegnazione di lavori pubblici in favore di imprenditori conniventi, ricevendo da questi ultimi sostanziose utilità. In tale contesto, sono state inoltre documentate gravi condotte delittuose di natura ambientale realizzate dagli stessi imprenditori indagati mediante lo stoccaggio, il riutilizzo e l'interramento - in aree di cantiere nel Comune di Opera e in aree agricole all'interno del Parco Sud di Milano - di circa mille tonnellate di fresato d'asfalto ed altro materiale proveniente dalle lavorazioni stradali e da altri interventi appaltati dai Comuni di Opera, Locate di Triulzi, San Zenone al Lambro, Segrate, Monza, attestando falsamente il regolare recupero dei predetti rifiuti speciali mediante "formulari" falsi ottenuti dai gestori di due centri di smaltimento, questi ultimi indagati a piede libero". In corso le perquisizioni nei confronti dei cinque arrestati e delle aziende coinvolte. Contemporaneamente, i carabinieri di Milano si sono recati al Comune di Opera per una serie di acquisizioni documentali.

Condizionati appalti su scuole e strade

Oltre al sequestro preventivo al sindaco e alla dirigente di 40 mila euro, e di due autocarri che sarebbero stati utilizzati per un traffico di rifiuti, fra le misure cautelari figura anche una misura interdittiva (ovvero divieto di esercitare attività professionali e imprenditoriali) nei confronti di un architetto bresciano consulente del Comune di Opera e progettista di fiducia della Locate District (società proprietaria dell'outlet "Scalo Milano" di Locate di Triulzi nel Milanese). Il lavoro investigativo, spiegano i carabinieri in un comunicato, ha permesso di "ricostruire" un "'illecito condizionamento in alcune procedure ad evidenza pubblica bandite dal Comune" fra l'altro per la manutenzione delle scuole e per la riqualificazione, da un milione di euro, del centro sportivo comunale, ma anche il contratto da 350 mila euro per la manutenzione delle strade comunali, la procedura negoziata per la manutenzione del centro civico (da 80 mila euro) i lavori di adeguamento delle scuole (60 mila) e persino la fornitura di 4 termoscanner per l'emergenza covid installati all'ingresso del Municipio, del Comando di Polizia Locale, della Biblioteca e della farmacia comunali.

Le intercettazioni

"Le mascherine ai miei, che non ne hanno". Così chiedeva, intercettata dai carabinieri, l'ex moglie del sindaco. "Perché loro vanno a fare la spesa senza mettersele, capito. Le hanno finite". E in un'altra telefonata, una dipendente comunale chiedeva al sindaco mascherine per i colleghi dipendenti: "Ascolta sindaco, le mascherine, quelle azzurre, ne hai rubate un po' di quelle che dovevano andare alle Rsa?". Talvolta, invece, era il sindaco a chiedere le mascherine, come durante un colloquio telefonico proprio con il direttore di una Rsa: "Come stai direttore, come sei messo a mascherine? Mi aiuti? Ne hai un po' per me?". E l'altro: "E che fai prima me le dai e poi me le togli?". E dopo una risata: "Me ne hanno date un po' facciamo metà e metà". "Io vengo lì che faccio tutta la scena, hai capito che voglio dire? Con te, facciamo due foto, perché giusto che ti do risalto...". In più occasioni, infatti, il primo cittadino si era fatto fotografare mentre distribuiva mascherine a personale a vario titolo impegnato per la pandemia.

Le parole del vicesindaco

"Ho letto cose assurde, che non c'entrano con la città di Opera; mille tonnellate di rifiuti sotto una strada, ma noi non abbiamo realizzato nulla che permetta di nasconderli", ha commentato all'ANSA il vicesindaco di Opera, Ettore Fusco, dopo aver letto le prime notizie sui media. "Poi c'è questa roba delle mascherine, è surreale. Il sindaco chiarirà e si farà luce sula vicenda”, ha detto. Anche la casa a San Donato, su cui sarebbero stati fatti lavori come tangente, "non è sua" e "non mi risulta che l'architetto del Comune sia la sua compagna". "Siamo ovviamente delusi e molto sorpresi - ha aggiunto - Non pensavamo che sarebbe potuta accadere una cosa del genere. Si farà luce su tutto e confido che si dimostrerà l'estraneità delle persone coinvolte. Intanto l'amministrazione comunale va avanti", ha concluso.

Il gip: "Peculato su dpi allora introvabili"

"Le intercettazioni hanno fatto emergere anche altre condotte penalmente rilevanti (oltre a quelle sugli appalti, ndc) realizzate direttamente dal sindaco, come il peculato su un elevato numero di Dpi (mascherine) proprio durante la prima fase dell'emergenza sanitaria nei mesi di marzo e aprile 2020, quando notoriamente ve n'era una scarsissima disponibilità che si cercava di assicurare a soggetti a rischio". Lo scrive, in un passo dell'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, il gip dell'operazione Feudum dei carabinieri di Milano.

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