Milano, presunte tangenti per appalti metro Mosca: in otto a processo

Lombardia
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L'importo complessivo di 1,69 milioni sarebbe stato versato tra il 2010 e il 2014. Dichiarato prescritto il reato per la società italiana che avrebbe pagato la “provvigione” per ottenere le commesse. Il dibattimento si aprirà presso il tribunale milanese l’8 giugno

Per presunte tangenti per un totale di 1,69 milioni di euro, che sarebbero state versate tra il 2010 e il 2014 in cambio di appalti per la costruzione "della metropolitana di Mosca", otto persone sono state mandate a processo a Milano per corruzione internazionale mentre è stato dichiarato prescritto il reato per la società italiana che avrebbe pagato la "provvigione" per ottenere le commesse. Il dibattimento si aprirà davanti alla quarta sezione penale del Tribunale il prossimo 8 giugno.

La decisione

A deciderlo è stato stamane il gup Alessandra Di Fazio. Il giudice ha accolto la richiesta di processo, avanzata dal pm Adriano Scudieri, che ha chiesto il processo per gli otto tra cui Marino Jaselli, ex presidente di Microelettrica scientifica spa, con sede nel Milanese e oggi prescritta, e i suoi ex consiglieri Lorenzo Stendardi e Marco Boldrini.

La vicenda

I tre, stando all'imputazione, con il supporto di Vladimir Rutkas, responsabile di una società che controlla Microelettrica, avrebbero promesso al dirigente del gruppo russo a partecipazione pubblica Jsc Metrovagonmash, Vladislav Drozdinsky, il pagamento di una "provvigione" sull'ammontare delle commesse per la metro "compresa tra il 13 e il 15%". E tra il 2010 e il 2014 avrebbero corrisposto, secondo la documentazione, dei flussi di denaro, un totale di 1,69 milioni di euro. Sempre secondo l'accusa, tra gli altri, il tedesco Tom Carlsson e il finlandese Nikita Nikonov (entrambi imputati), attraverso un "circuito" di false fatture e con finti contratti di consulenza, avrebbero ricevuto soldi dai conti dell'azienda italiana e poi trasferito il "denaro provento del reato di corruzione", ossia avrebbero fatto da "collettori" delle presunte mazzette. Le presunte tangenti sarebbero finite, poi, sui conti di una società panamense. I pagamenti, per la Procura, sarebbero partiti da Milano e l'accordo corruttivo, invece, sarebbe stato concluso a Mosca.

Il 21 maggio udienza per nono imputato

Il giudice ha inoltre fissato per il prossimo 21 maggio l'udienza per discutere il patteggiamento di un nono imputato, accusato di riciclaggio e il giudizio in abbreviato per la sua società, coinvolta nel caso in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.

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