Milano, processo Eni-Nigeria: assolti tutti gli imputati

Lombardia
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Assoluzione per Claudio Descalzi, ad di Eni, e per il suo predecessore e attuale presidente del Milan, Paolo Scaroni. L’avvocato dell’amministratore delegato: “Restituita la sua reputazione professionale”

Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, è stato assolto dal tribunale di Milano nel processo per corruzione internazionale con al centro con al centro l'acquisizione da parte di Eni e Shell dei diritti di esplorazione del blocco petrolifero Opl 245 in Nigeria. I giudici hanno assolto "perché il fatto non sussiste" anche gli altri 14 imputati (comprese le società Eni e Shell), tra cui il predecessore di Descalzi, nonché attuale presidente del Milan, Paolo Scaroni. La sentenza del processo, iniziato nel marzo 2018, è stata pronunciata dalla settima sezione penale (giudici Marco Tremolada, Mauro Gallina, Alberto Carboni). Le motivazioni saranno depositate in 90 giorni.

L'udienza

Nell’udienza odierna si è dato spazio alle repliche dei legali difensori, tra cui l'avvocato Enrico De Castiglione, legale dell'ex ad del gruppo italiano e attuale presidente del Milan, Paolo Scaroni. De Castiglione, nel suo intervento, ha ribadito che "Eni e Shell non hanno fornito alcuna provvista né alcuna tangente, ma hanno pagato per ottenere una licenza. Non vi è stata alcuna discussione con pubblici ufficiali, ma solo una discussione tecnico-economica sul prezzo del bene". Il legale ha poi aggiunto che "sotto sotto anche il pm e la parte civile sono ben consci della totale inconsistenza dell'ipotesi che 'tutti sapevano' del denaro". Dopodiché i giudici, presieduti da Marco Tremolada, sono entrati in camera di consiglio per decretare poi la decisione.

Gli assolti

Assolto dunque Descalzi, all'epoca dg Exploration&Production, l'ex numero uno Scaroni, l'ex responsabile operativo del gruppo di San Donato nell'Africa sub-sahariana Roberto Casula, l'ex manager della compagnia italiana nel Paese africano e 'grande accusatore' Vincenzo Armanna, l'ex manager di Nae, controllata Eni in Nigeria, Ciro Antonio Pagano, l'ex ministro del Petrolio nigeriano Dan Etete. E poi ancora Luigi Bisignani, il russo Ednan Agaev e Gianfranco Falcioni, quest'ultimo imprenditore ed ex viceconsole in Nigeria, l'ex presidente di Shell Foundation Malcom Brinded e gli ex dirigenti della compagnia olandese Peter Robinson, Guy Jonathan Colgate e John Coplestone. Assolte anche le due società, imputate per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Con le assoluzioni, ovviamente, nessun risarcimento per il governo nigeriano, che era parte civile.
Già nel processo sul caso Saipem-Algeria, nel quale l'accusa era sempre corruzione internazionale, Eni, lo stesso Scaroni e un altro ex manager della società sono già stati assolti definitivamente. Assoluzione definitiva che era arrivata anche per Saipem e i suoi manager. Nel caso Nigeria, invece, con rito abbreviato, i presunti mediatori Obi Emeka e Gianluca Di Nardo sono stati condannati a 4 anni di reclusione.

Legale Descalzi: “Restituita reputazione professionale”

"Dopo tre anni di processo, tante udienze, dopo aver analizzato migliaia di documenti finalmente oggi a Claudio Descalzi è stata restituita la sua reputazione professionale e a Eni il suo ruolo di grande azienda della quale l'Italia deve essere orgogliosa". Così l'avvocato Paola Severino, che nel processo ha sostenuto la difesa dell'ad di Eni.

Avvocato gruppo petrolifero: "Sentenza di civiltà giuridica"

"È un risultato di grande civiltà giuridica". Questo il commento di Nerio Diodà, legale della compagnia petrolifera italiana, che ha aggiunto: "Per me, che rappresento Eni e i suoi circa 3 mila dipendenti e un centinaio di società in giro per il mondo è un onore poter dire che è estranea a qualsiasi illecito penale e amministrativo". "Ci sono voluti tre anni, impegni, confronti anche duri, ma l'esito - ha proseguito l'avvocato - è un esito che possiamo considerare una garanzia di giustizia equilibrata per tutti i cittadini di questo paese. Noi abbiamo fidicia nei giudici".

Difesa Scaroni: "Speriamo di aver finito questo calvario"

"Speriamo di aver finito questo calvario, perché Paolo Scaroni è sotto processo da 12 anni ed è stato assolto in tutti i gradi di giudizio per l'Algeria e sempre con formula piena. Sarà molto lieto anche lui". Lo ha detto l'avvocato Enrico de Castiglione, legale dell'ex ad Eni Paolo Scaroni. Scaroni, infatti, era stato anche già assolto in via definitiva per il caso Algeria. "Il Tribunale - ha spiegato il legale - ha ritenuto quello che abbiamo ritenuto noi difensori nel processo, che non c'erano elementi solidi per sostenere l'accusa. Logica conseguenza di un processo che è andato in un certo modo - ha concluso - così riacquistando la centralità del dibattimento". 

La vicenda giudiziaria

La Procura, prima dell'estate scorsa, aveva chiesto condanne per tutti, tra cui 8 anni di carcere per l'ad di Eni, Claudio Descalzi, e per il suo predecessore Scaroni, 10 anni per l'ex ministro del petrolio nigeriano, Dan Etete, 7 anni e 4 mesi per Roberto Casula, manager per la compagnia petrolifera italiana nell'area dell'Africa sub-sahariana, e la confisca di un miliardo 92 milioni e 400mila dollari sia nei confronti di Eni e di Shell - nei cui confronti è stata chiesta una sanzione pecuniaria di 900mila euro ciascuna - sia nei confronti di tutti gli imputati. Le richieste di pena erano state sempre ritenute dalla società di San Donato "prive di qualsiasi fondamento", e "in assenza di qualsivoglia prova o richiamo concreto ai contenuti della istruttoria dibattimentale". 

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