Milano, truffa a società di mutuo soccorso: indagato Gianluigi Torzi

Lombardia
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L’uomo d’affari risulta già coinvolto nell'inchiesta vaticana su un palazzo a Londra. Sei le persone finite ai domiciliari. Il pm: "Destinatari del denaro distratto dalla Società anche soggetti contigui alla 'ndrangheta"

Per una presunta truffa con operazioni finanziarie legate all'acquisto di bond ad alto rischio lussemburghesi ai danni della storica Società di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo, il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Milano ha eseguito sei misure di arresti domiciliari e una interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l'attività di impresa. Nell'inchiesta della Procura, con al centro reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, false comunicazioni sociali e appropriazione indebita, è indagato l'uomo d'affari Gianluigi Torzi, broker attivo a Londra e arrestato il 5 giugno scorso nell'inchiesta vaticana - poi ha ottenuto la libertà provvisoria - per una presunta estorsione da 15 milioni di euro contestata dai magistrati d'Oltretevere nel quadro delle indagini sulle operazioni finanziarie legate alla compravendita da parte della Segreteria di Stato di un immobile di pregio nella capitale britannica.

Sequestri per oltre 16,3 milioni

Le Fiamme gialle hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo da oltre 16,3 milioni di euro nei confronti degli indagati e a carico di società, alcune delle quali di "diritto estero". Nelle operazioni sui bond, con cui sarebbe stata truffata per 15 milioni di euro la società attiva nel campo della mutualità sanitaria integrativa sin da fine '800, è emerso il ruolo di Torzi, come precisa il procuratore Francesco Greco, a proposito del blitz nell'inchiesta coordinata dall'aggiunto Maurizio Romanelli e dai pm Giordano Baggio e Carlo Scalas. Anche Torzi è "destinatario del provvedimento di sequestro", perché è risultato "a capo", con altre tre persone, "della catena di controllo dei veicoli societari esteri emittenti titoli finanziari". Le misure sono state firmate dal gip Fabrizio Felice.

Pm: “Legami con la 'ndrangheta”

Stando a quanto emerso dall'inchiesta, tra i beneficiari del denaro distratto alla Società, oltre al Presidente e al direttore generale pro tempore, c'è pure un "nutrito numero di soggetti - si legge in una nota firmata dal procuratore Greco - , tutti residenti in Calabria, titolari di aziende formalmente operanti nel settore edile, alcuni dei quali risultati contigui ad ambienti della criminalità organizzata locale", ovvero la 'ndrangheta. La presunta truffa si sarebbe protratta dal 2017 al 2020.

Le intercettazioni

Nell'indagine c'è anche un'intercettazione di un dialogo tra uno degli arrestati e Vito Cosco, il killer della strage di Rozzano, nel Milanese, avvenuta il 22 agosto 2003 nella quale morirono quattro persone, tra cui una bambina di due anni e mezzo. Nella conversazione del 18 settembre scorso Fausto Lopez, arrestato, "gestore di fatto" della Pandora, una società che avrebbe incassato 3 milioni di euro di fondi distratti dalla 'Cesare Pozzo', diceva a Cosco di aver "mangiato", ossia preso "appalti" per lavori, grazie a Ferdinando Matera, anche lui da oggi ai domiciliari. E che, riassume il gip Fabrizio Filice, "per tale ragione adesso non lo poteva abbandonare al suo destino". Lopez diceva: "Lì è saltato tutto e quello che ci ha dato lavoro (...) gli mettono le manette".

L'inchiesta

Dagli atti dell'indagine risulterebbe anche un'operazione "di finta compravendita", tra Ferdinando Matera, all'epoca dg della Società di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo, e una delle società del gruppo di Gianluigi Torzi, di due quadri del noto artista Mimmo Rotella. Lo si legge nel decreto di sequestro preventivo firmato dal gip di Milano Fabrizio Filice. Due "quadri - scrive il gip - periziati da un professionista pagato dalla Cesare Pozzo, che Matera aveva ceduto a una società del Gruppo Torzi, ricevendo in pagamento del denaro dal broker dell'investimento obbligazionario". Tra l'altro, sempre nel provvedimento si legge che quei quadri sarebbero stati fatti "sparire" a fine ottobre scorso da Armando Messineo, ex presidente della 'Cesare Pozzo', "temendo il ritrovamento nel corso di una perquisizione". La moglie di Messineo, infatti, intercettata diceva che il marito aveva "strappato i quadri con l'intenzione" di "smaltirli in una 'piattaforma' ecologica". Uno dei figli le chiedeva: "Ma perché li ha rotti?". E la donna replicava: "Li ha rotti perché ha detto magari vengono a vedere qualcosa...". Tra l'altro, il giudice fa notare che "appare piuttosto singolare che la Cesare Pozzo abbia commissionato una perizia" sulle opere d'arte per 121mila euro, cifra "praticamente coincidente con un bonifico che Beaumont", società riferibile a Torzi, ha "fatto a Matera" di 122mila euro "proprio dietro lo schermo giustificativo della cessione di alcune opere d'arte". Una vicenda, per il gip, "emblematica" nel contesto delle operazioni emerse nell'inchiesta.

“Tre ragazze assunte con i fondi drenati”

"Acquisti ricorrenti per migliaia di euro in boutique di lusso, come La Rinascente e Louis Vuitton, ristoranti e negozi vari e soprattutto (...) ingenti esborsi (...) al nightclub Williams Le Roi di Milano" e l'assunzione in modo fittizio di tre ragazze con cui erano stati stetti legami affettivi a spese della società di muto soccorso e della controllata Fondo Salute Sce. C'è anche questo nell'inchiesta. Ferdinando Matera e Luc Roger all'epoca rispettivamente dg della Cesare Pozzo e direttore del Fondo salute, si legge nell'ordinanza del gip Fabrizio Filice, si sarebbero appropriati tra il 2017 e il 2020 del denaro delle società il primo per 641.269 euro e l'altro per 724,809 euro, utilizzando le carte di credito aziendali "per pagare night club e generi di lusso senza ragioni corrispettive". Oltre a spese in negozi a cinque stelle, è scritto nel provvedimento , sarebbero state assunte "nelle fila della Cesare Pozzo, della Fondo Salute e di altre società controllate" donne "affettivamente legate a Matera e, in ragione di prestazioni di lavoro impalpabili o del tutto inesistenti, non caratterizzate da una reale esigenza lavorativa": si tratta di tre ragazze che probabilmente l'ex dg ha frequentato nelle serate al Williams le Roi, il noto locale notturno in centro città che, come riporta la sua pagina web, "intrattiene da 60 anni managers , imprenditori e professionisti internazionali, allietando le loro serate con musica dal vivo, discoteca, spettacoli internazionali e bellissime modelle".

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