Lecco, scritta con minacce di morte al sindaco: solidarietà del Pd

Lombardia

Le minacce sono apparse sul portone della ex palestra di via Bolis. “Ribadiamo che non temiamo vili intimidazioni", ha commentato il segretario del Pd della Lombardia, Vinicio Peluffo

"Sindaco a morte" è la scritta fatta con la vernice nera e rivolta al primo cittadino di Lecco, Mauro Gattinoni, apparsa sul portone della ex palestra di via Bolis. "Vergognose minacce", ha commentato il segretario del Pd della Lombardia, Vinicio Peluffo che ha espresso solidarietà al primo cittadino.

Il sindaco: “Qualcuno è in giro a fare scritte fasciste”

Gattinoni ritiene si possa trattare della stessa mano che due giorni fa, a poche centinaia di metri di distanza, aveva realizzato due svastiche accompagnate da una frase antisemita con riferimento sprezzante all'Olocausto. "Credo si sia trattato del gesto di un cretino - dice il sindaco - qualcuno è in giro a fare scritte fasciste per Lecco, in zona San Giovanni e a Malavedo. Ipotizzo che la minaccia sia arrivata a seguito della mia sottoscrizione del progetto di legge di iniziativa popolare contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e contro la vendita e produzione di oggetti con simboli a essi riconducibili. Vista la tempistica, lo spray nero usato in entrambe le circostanze, le sgrammaticature di tutte e due le scritte, immagino che i due episodi siano collegati". "La scritta - aggiunge Gattinoni - presenta un errore d'ortografia così come era capitato con la precedente frase antisemita a Malavedo. Essendo realizzata su un edificio privato, abbiamo chiesto ai proprietari che venga rimossa al più presto. Non voglio dare troppo peso a questo fatto, per non dare troppa soddisfazione e importanza a questo soggetto". Il sindaco ha spiegato di non aver "fatto denuncia, ma ho informato il comitato provinciale per l'ordine pubblico e la sicurezza. Ringrazio della solidarietà il prefetto, il questore, il presidente della Provincia e i comandi di Carabinieri e Finanza".

Peluffo: “Non temiamo vili intimidazioni"

"Nell'attesa che gli inquirenti facciano al più presto chiarezza su quanto accaduto, anche per capire se davvero c'è relazione tra le scritte e la sottoscrizione qualche giorno fa, da parte di Gattinoni, della legge di iniziativa popolare di Stazzema contro la propaganda nazista e fascista - ha aggiunto aggiunto Peluffo - ribadiamo che non temiamo vili intimidazioni". "Non ci stancheremo di denunciare gli orrori della Shoah - ha poi affermato Peluffo - di trasmettere la memoria ai ragazzi. Perché antisemitismo, razzismo, xenofobia sono contrari ai nostri valori”.

Anci Lombardia: "Inqualificabili minacce di morte"

"Anci Lombardia e tutti gli Amministratori locali lombardi sono vicini al Sindaco di Lecco, Mauro Gattinoni, bersaglio di inqualificabili minacce di morte": così ha scritto il presidente dell'associazione dei Comuni della Lombardia, Mauro Guerra. Si tratta di "atti rispetto ai quali chiediamo l'attenzione delle istituzioni e delle comunità tutte, rifuggendo da ogni sottovalutazione". "In attesa che le indagini facciano luce sul grave episodio, a nome dell'Associazione dei Comuni lombardi mi stringo all'amico Mauro - ha aggiunto - assicurando il sostegno e l'attenzione di tutti i colleghi sindaci."

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