Covid, focolaio all'ospedale Sacco di Milano: positivi 20 infermieri

Lombardia

Il reparto di cardiologia è stato chiuso e i pazienti risultati positivi, cinque, sono stati trasferiti nel reparto malattie infettive. Tra i contagiati anche un medico

E' stato chiuso il reparto di cardiologia dell'ospedale Sacco di Milano a causa di un cluster di coronavirus (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEI CONTAGI – LA SITUAZIONE A MILANO). Il reparto non accetta altri pazienti e al suo interno sono state effettuate le operazioni di sanificazione.

Il focolaio

A quanto si apprende, diversi operatori sanitari e alcuni pazienti sono risultati positivi al tampone del coronavirus, in particolare circa una ventina di infermieri. I pazienti positivi sono stati trasferiti nel reparto di infettivologia. Una settimana fa era emersa la positività di un'infermiera che lavora in cardiologia, sottoposta a tampone dopo avere manifestato blandi sintomi influenzali. In seguito sono stati effettuati tamponi a tappeto che hanno fatto emergere ulteriori casi. Tra questi anche un medico.

Le parole della dirigente sanitaria dell'ospedale Sacco

La chiusura del reparto è stata disposta da circa una settimana e al momento non si accettano altri malati, come conferma all'ANSA la direttrice sanitaria dell'ospedale, Lucia Castellani. "Abbiamo chiuso il reparto la settimana scorsa dopo che una ventina circa degli infermieri del reparto, tra sintomatici e asintomatici, è risultata positiva nonostante il rispetto assoluto delle misure di sicurezza e l'uso dei dispositivi di protezione", precisa. Probabilmente il contagio "è avvenuto all'esterno dell'ospedale - continua Castellani -. Anche 5 pazienti sono risultati positivi, ora trasferiti al reparto di malattie infettive. Gli altri, risultati negativi al tampone, vengono comunque tenuti sotto stretta sorveglianza nel reparto di cardiologia, in cui ovviamente è stata fatta la disinfezione ambientale, per verificare che non risultino positivi al virus nel periodo finestra".

Fonti ospedale: "Mascherine fornite da Regione a operatori non idonee"

Fonti interne al Sacco, citate dall'agenzia Agi, riferiscono che una delle cause del focolaio attivo tra gli operatori sanitari ma soprattutto del contagio dei pazienti potrebbe risiedere nell'utilizzo di mascherine non medicali fornite dall'ospedale che, a sua volta, le riceve dalla Regione Lombardia. Da ieri, il primario Maurizio Viecca sta distribuendo confezioni di mascherine certificate al personale proprio perché su quelle consegnate dall'ospedale, riferisce l'Agi, appariva la dicitura 'non a uso medicale'. La decisione di distribuire ulteriori mascherine è stata presa a scopo precauzionale attraverso una donazione fatta direttamente all'ospedale.

Da fonti interne, riporta l'Agi, si apprende che anche in altri reparti sarebbe emersa la positività di alcuni operatori sanitari, ma non si è proceduto a uno screening analogo a quello effettuato in Cardiologia. 

Sin da febbraio, al Sacco vengono utilizzate misure di prevenzione del contagio più rigide di quelle previste dalla legge, come le mascherine Ffp2, fornite a tutto il personale, e quelle chirurgiche ai pazienti che possono tollerarle. Nel reparto di Cardiologia, i pazienti vengono collocati spesso in camere singole e sottoposti a ulteriori tamponi durante il ricovero. Sono in corso accertamenti per capire come sia avvenuto il contagio tra i pazienti.

 

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