Milano, la corte d'appello assolve Marco Carta

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La procura aveva richiesto 8 mesi di reclusione per il cantante 35enne, già assolto in primo grado, che non era presente in aula: l'accusa era di furto di 6 magliette del valore di 1.200 euro alla Rinascente in piazza Duomo il 31 maggio 2019

Il cantante Marco Carta è stato assolto nel processo di secondo grado con al centro il furto di 6 magliette del valore di 1.200 euro, alla Rinascente di Milano, il 31 maggio 2019. Lo ha deciso la Corte d'Appello di Milano che ha confermato la sentenza del Tribunale che risale a circa un anno fa. Stamane la procura generale, con il sostituto pg Celestina Gravina, aveva chiesto per lui 8 mesi di reclusione. Il 35enne, già assolto in primo grado, non era presente in aula. Le motivazioni della sentenza sono previste tra 60 giorni.

Marco Carta: "Sono felicissimo"

"Sono felicissimo". Così il cantante Marco Carta ha commentato, al telefono con il suo avvocato, la notizia della sua assoluzione. L'ex vincitore di Amici ha anche ringraziato con calore il suo avvocato difensore, Simone Ciro Giordano, dicendogli "sei un grande".

La vicenda

L'ex vincitore di Amici era stato arrestato il 31 maggio 2019 all'uscita della Rinascente di piazza del Duomo a Milano insieme a una sua amica, la 53enne Fabiana Muscas, che si è assunta tutta la responsabilità del furto e che lo scorso 20 gennaio è stata ammessa all'istituto di messa alla prova. La donna ha raccontato che voleva fare "un regalo di compleanno" al suo amico che da poco aveva compiuto gli anni.

L'avvocato: "Questione archiviata, ma il dolore resta"

"È un risultato che conferma quanto già ampiamente dichiarato da Carta fin dalle prime battute di questa spiacevole vicenda - spiega l'avvocato Giordano -. Lo abbiamo sempre affermato e oggi con la sentenza di rigetto dell'appello proposto dal pubblico ministero abbiamo avuto l'ennesima conferma da parte della autorità giudiziaria. Ritengo che la questione possa essere definitivamente archiviata anche se il dolore, la tristezza, e il danno di immagine che il cantante ha subito durante questo periodo - conclude il legale - non potrà essere ripagato in alcun modo". In una memoria difensiva depositata oggi nel processo l'avvocato aveva sottolineato che nell'atto di appello "la Procura ha artatamente omesso di valutare gli ulteriori elementi evidenziati dalla difesa e riportati in larga parte dal Tribunale, che dimostrano in maniera certa e non ipotetica l'assoluta estraneità, anche a titolo di concorso morale, del Carta rispetto alle condotte ascritte alla Muscas".

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