Corruzione, 14 arresti nelle province di Como e Varese

Lombardia

Gli indagati sono accusati di reati contro la pubblica amministrazione. L'operazione fa seguito a quella portata a termine nel giugno scorso quando fu arrestato, tra gli altri, l'ex direttore provinciale dell'Agenzia delle Entrate di Como

I militari della Guardia di Finanza di Como hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare per 14 persone (due in carcere, 12 ai domiciliari) accusate di reati contro la pubblica amministrazione. L'operazione fa seguito a quella portata a termine il 24 giugno dell'anno scorso quando i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria arrestarono l'ex direttore Provinciale della Agenzia delle Entrate di Como, un funzionario della Agenzia, il titolare di una tintoria e padre e figlio commercialisti con l'accusa di corruzione.

La nuova inchiesta

In carcere si trovano la commercialista S.S. e il funzionario dell'Agenzia delle Entrate di Como, R.C.. Ai domiciliari altri 11 commercialisti, tutti residenti in provincia di Como e il capo del personale dell'agenzia delle Entrate di Milano (residente a Varese), accusato di abuso d'ufficio e rivelazione di segreti d'ufficio. Il procuratore di Como, Nicola Piacente, nel ringraziare la Guardia di Finanza per l'impegno dimostrato anche "in questa grande emergenza pandemica" ha sottolineato "la serietà delle forze sane in seno alla pubblica amministrazione, di quei funzionari dell'Agenzia delle entrate che hanno contribuito alla buona riuscita dell'indagine". Centrale è stata l'analisi delle agende del funzionario arrestato quasi un anno fa dalle quali i militari hanno ricostruito i suoi rapporti con alcuni studi professionali di Como e hanno avuto prova delle verifiche ammorbidite. Agli indagati sono contestati corruzione, emissione ed utilizzo di fattura false per operazioni inesistenti per 280mila euro, favoreggiamento, abuso d'ufficio e rivelazione di segreti d'ufficio. Questi ultimi reati in capo ai funzionario arrestato oggi. I fatti di corruzione sono 22 e coinvolgono 37 contribuenti tra persone fisiche e giuridiche. Tra il 2012 e il 2019 sarebbero stati sottratti al Fisco almeno due milioni di euro.

L'indagine

L'indagine affonda le sue radici in quella che due anni fa portò in carcere due noti commercialisti comaschi, rispettivamente padre e figlio, l'ex direttore dell'ufficio Entrate di Como e il funzionario S.L.V.. Tutti e quattro hanno regolato i conti con la giustizia con risarcimenti e patteggiamenti, per cui non rientrano in questa seconda tranche. Fu in casa di S.L.V. che la finanza trovò l'agenda zeppa di riferimenti, che hanno consentito di ricostruire gli altri episodi corruttivi.

Il modus operandi

Secondo quanto ricostruito, al ricevimento di un accertamento fiscale a carico di un cliente, il commercialista contattava il direttore e/o il funzionario delle Entrate, il quale, dietro pagamento di una tangente, suggeriva al professionista quale linea tenere nelle udienze davanti alla commissione tributaria, udienze nelle quali gli stessi funzionari corrotti intervenivano per conto del Fisco. Nella fase di trattativa, i funzionari dello Stato abbassavano o annullavano le loro pretese, per cui i contenziosi terminavano o con l'archiviazione o con il pagamento di somme di gran lunga minori a quelle contestate. Dall'inchiesta risultano esclusi i contribuenti, beneficiari ultimi degli accordi illeciti, non essendovi prova diretta né del pagamento di mazzette da parte loro, né del fatto che i commercialisti agissero su loro mandato.

Le parole del procuratore di Como e del pm Pasquale Addesso

"Mi preme ringraziare l'impegno e la serietà della Guardia di finanza che ha lavorato con grande impegno in questa fase di emergenza pandemica - ha detto il procuratore di Como Nicola Piacente -. Così come mi preme sottolineare la serietà delle forze sane in seno alla pubblica amministrazione, di quei funzionari dell'Agenzia delle entrate che hanno contribuito alla buona riuscita dell'indagine". Di "quadro allarmante" ha parlato invece il pm Pasquale Addesso: "È esistita ed esiste una domanda di evasione sul territorio che ha trovato risposta in questo sistema".

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