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Coronavirus, detenuti fermano la protesta a San Vittore

Lombardia

"Faremo una segnalazione, noi come Procura di Milano e il Tribunale di Sorveglianza di Milano, al Ministero e al Dap perché si prendano sulle spalle la responsabilità del sovraffollamento e prevedano modifiche normative in modo da alleviare la permanenza in carcere" 

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Si è concluso oggi l’incontro tra il responsabile dell'Antiterrorismo Alberto Nobili, la presidente del Tribunale di Sorveglianza Giovanna Di Rosa e una rappresentanza dei detenuti di San Vittore che ieri hanno dato vita a una rivolta. Al termine dell’incontro "si è aperto un dialogo con i detenuti e hanno deciso di bloccare ogni forma di protesta senza che questo sia avvenuto in seguito a nostre promesse", hanno spiegato uscendo dal carcere Nobili e Di Rosa. All’incontro hanno partecipato anche il pm Gaetano Ruta, il direttore del carcere Giacinto Siciliano e Manuela Federico, comandante della polizia penitenziaria della casa circondariale.

Il problema del sovraffollamento

I detenuti "hanno ragionato insieme a noi sulla inutilità assoluta di questo tipo di proteste e hanno convenuto di poter studiare percorsi migliorativi della vita del carcere. Il primo dei quali è il sovraffollamento. Quando hai 500 detenuti di troppo, scoppiano disordini ", hanno sottolineato Nobili e Di Rosa. "Faremo una segnalazione, noi come Procura di Milano e il Tribunale di Sorveglianza di Milano, al Ministero e al Dap perché si prendano sulle spalle la responsabilità del sovraffollamento e prevedano modifiche normative in modo da alleviare la permanenza in carcere".

La presidente del Tribunale di Sorveglianza: "Misure alternative"

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano, ha annunciato poi la presidente Di Rosa, si è attivato per "liberare" le carceri "il più possibile" in seguito all'emergenza Coronavirus e, dato il problema di sovraffollamento, ha avviato "intese con il Sert per potenziare gli affidamenti terapeutici e per potenziare le misure alternative anche con un tavolo che si è costituito con le direzioni delle carceri, il Provveditorato regionale e Regione Lombardia". Il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, ha fatto sapere ancora Di Rosa, sta organizzando lo "sfollamento" di San Vittore, ossia il trasferimento di parte dei detenuti in altri istituti di pena. Di Rosa ha spiegato che ci sono celle e reparti "non più agibili e la Nave (la sezione modello per chi ha problemi di droga, ndr) è distrutta".