Violenza a Milano, applicato Codice Rosso a 39enne per maltrattamenti in famiglia

Lombardia
Immagine di archivio (ANSA)

L’uomo, pluripregiudicato per reati gravi, è stato sottoposto a sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di due anni. È la prima volta che il provvedimento viene applicato nel capoluogo lombardo 

Un italiano di 39 anni, pluripregiudicato per reati gravi, tra cui i maltrattamenti in famiglia, è stato sottoposto a sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di due anni. Il provvedimento, eseguito tramite l'applicazione della cosiddetta legge "Codice Rosso", è stato richiesto a Milano per la prima volta dal questore Sergio Bracco, ed emesso dal tribunale del capoluogo lombardo.

La vicenda

Dopo essere stato più volte denunciato, all'uomo era stata in un primo momento applicata la misura cautelare dell'allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dagli anziani genitori, i quali venivano da lui maltrattati. Restrizioni che non sono bastate a fermare l'aggressività del 39enne, che le ha ripetutamente violate, rendendo necessarie misure più incisive. Per i prossimi due anni, l’individuo non potrà lasciare la propria abitazione tra le 22 e le 7 del mattino, dovrà trovare un'occupazione, non potrà frequentare persone pregiudicate e soprattutto non potrà entrare nel Comune di residenza di sua madre e suo padre.

I precedenti del 39enne

Il soggetto, come ha reso noto la questura, è un tossicodipendente con alle spalle anche atti persecutori verso un'amica di cui si era invaghito. Nonn essendo corrisposto, l'aveva perseguitata con ingiurie, minacce e appostamenti sotto casa. L’individuo è inoltre noto alle forze dell’ordine per reati come furto, rapina, indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e spaccio.

L’applicazione del Codice Rosso

L’uomo è stato sottoposto a sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per due anni grazie alla modifica della normativa introdotta con la legge 69/2009 (nota come "Codice Rosso"), che ha esteso l'ambito di tale applicazione non più solamente agli stalker, ma anche agli indiziati di violenze e maltrattamenti in ambito familiare. Si tratta di una misura finalizzata a contenere persone ritenute dall'elevata pericolosità sociale. Ha inoltre lo scopo di prevenire una spirale di violenza in grado di sfociare in reati ancora più gravi.  

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