“Milano attrae e non ridà”, botta e risposta tra il ministro Provenzano e il sindaco Sala

Lombardia

L'oggetto del contendere è la capitale meneghina, considerata poco connessa al resto del Paese. Dopo la replica del primo cittadino, ieri sera Provenzano ha ridimensionato il caso spiegando che nelle sue parole non c'era né un attacco alla città né verso chi la guida

Botta e risposta tra il ministro per il Sud e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, sul ruolo del capoluogo lombardo come 'capitale dello sviluppo'. Le parole che hanno scatenato il caso sono state pronunciate ieri dal ministro Provenzano, che poi in serata ha spiegato di non aver voluto attaccare né la città né il sindaco,  sul palco di 'Metamorfosi', il convegno organizzato da Huffpost a Milano: "Tutti la decantiamo però, a differenza di un tempo - ha detto durante l'incontro 'Nord chiama Sud, Sud chiama Nord' -, oggi questa città attrae, ma non restituisce quasi più nulla di quello che attrae. Intorno ad essa si è scavato un fossato". Poi ha aggiunto che per essere capitale dello sviluppo, Milano avrebbe dovuto essere capace "di diffondere le opportunità che si vivono al suo interno anche al resto del territorio, in primo luogo al resto della Regione, ma io penso anche al resto del Paese".

La risposta del sindaco Sala

Dopo pochi minuti sullo stesso palco ha preso la parola il sindaco Sala, in odore di ricandidatura, il quale ha replicato che la sua città "non ha nessuno spirito egoistico" e che "restituisce nella misura in cui ci viene chiesto e nella misura in cui veniamo messi in condizione di farlo. Per esempio, le ex municipalizzate milanesi sono un esempio di buona gestione. Vogliamo trovare una formula per cui allargano il loro raggio di azione anche altrove? Parliamone. Delle ottomila multinazionali che oggi sono in Italia 4.300 sono a Milano, è casuale? Qua si trovano più rassicurate".

Provenzano: "Nessun attacco a Milano"

In serata, con un post su Facebook, Provenzano ha chiuso il caso: "Nessun attacco a Milano, nessuna polemica con Beppe Sala. Solo una frase ripresa da un ragionamento sull'allargamento dei divari territoriali che riguarda tutto l'Occidente", ha sottolineato il ministro. "Tra le grandi città, come è Milano, e il resto dei territori, le periferie urbane e rurali, si scavano come dei fossati sempre più profondi. Milano - ha scritto - è un punto di riferimento nazionale, un faro. Ma oggi i giovani talenti che vi sono attratti difficilmente restituiscono al Paese l'esperienza professionale e civile che maturano in città".

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