Corruzione, peculato e truffa: tre arresti in un comune del Varesotto

Lombardia
Foto di archivio (ANSA)

Le ordinanze di custodia cautelare - due in carcere e una ai domiciliari - sono state eseguite dalla guardia di finanza. Ventisei in totale le persone indagate e 44 le perquisizioni eseguite

La guardia di finanza ha arrestato tre persone per corruzione, truffa aggravata ai danni del bilancio del Comune di Induno Olona (in provincia di Varese), turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, peculato, abuso d'ufficio, riciclaggio, emissione e utilizzo di false fatture. Si tratta di un geometra dell'ufficio manutenzione del municipio due imprenditori: per uno dei due sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre gli altri sono attualmente in carcere. A quanto emerso dalle indagini, il dipendente pubblico avrebbe agevolato i due imprenditori a ottenere appalti diretti, in cambio di denaro contante e altri beni e utilità per un totale di circa 110mila euro. Ventisei in totale le persone indagate e 44 le perquisizioni eseguite oggi dalle Fiamme Gialle.

Le indagini delle forze dell'ordine

L'inchiesta, avviata nel gennaio del 2019, ha dimostrato come il dipendente infedele abbia ricevuto una 'stecca' in denaro e benefit per un totale di circa 110mila euro, a fronte di diversi appalti per forniture e lavori edili per i quali avrebbe sistematicamente manipolato gare e procedure di appalto perché l'assegnazione lavori arrivasse ai suoi complici. Per non attirare l'attenzione, secondo l’accusa, il geometra ha incontrato i due imprenditori sempre all'interno degli spogliatoi destinati agli operai del Comune. In circa 18 mesi, stando agli accertamenti delle Fiamme Gialle, una delle due aziende coinvolte, a fronte del pagamento di 160mila euro, avrebbe dovuto provvedere alla fornitura di oltre 700 tonnellate di catrame per la manutenzione del manto stradale comunale, in realtà mai consegnate.
Le indagini dei finanzieri hanno altresì scoperto che gli indagati avrebbero utilizzato nove società ‘cartiere’ riconducibili a prestanomi con le quali avrebbero emesso fatture false utili ai loro scopi. I dipendenti di una delle aziende gestite da uno degli imprenditori indagati, a quanto emerso, invece di essere impiegati nei lavori pubblici per i quali la società sarebbe stata appaltata, avrebbero eseguito lavori nella tenuta agricola del geometra.

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