Donna uccisa a Milano, il Gip: "Fatale il suo aiuto al marito"

Lombardia
Foto di Archivio (ANSA)

L'uomo, Aurelio Galluccio, per anni ha avuto atteggiamenti violenti nei confonti della moglie, Adriana Signorelli. Anche quattro giorni prima dell'omicidio

La "disponibilità estrema" di Adriana Signorelli, la 59enne uccisa a coltellate nella notte tra sabato 31 agosto e domenica primo settembre a Milano, in un appartamento in via San Giacomo, in zona piazzale Abbiategrasso, "ad aiutare" il marito Aurelio Galluccio "le è stata purtroppo fatale". Scrive così il Gip Maria Vicidomini nell'ordinanza di custodia in carcere per l'uomo, che per anni ha avuto atteggiamenti violenti nei suoi confronti, anche quattro giorni prima dell'omicidio. 

Le parole del Gip

Le "recenti discussioni fra i due protagonisti della presente amara vicenda", attestate da una serie di annotazioni della polizia riportate nell'ordinanza, "avvalorano, a livello indiziario, la riconducibilità esclusiva al Galluccio degli indizi di colpevolezza dell'omicidio della Signorelli". Quest'ultima, spiega il gip, "infatti, contrariamente a quanto preannunciato agli agenti di polizia nell'intervento del 27 agosto", quando l'uomo aveva sfondato anche la porta del bagno della casa della moglie da cui si stava separando, "non si recò mai presso l'abitazione della figlia, continuando invece, come già aveva fatto tantissime volte in passato, ad intrattenere rapporti con il Galluccio, a recarsi a casa sua e ad accoglierlo nella propria abitazione, da ultima in data 31 agosto", ossia il giorno dell'omicidio.

Convalidato l'arresto, ma solo per il tentato omicidio

Il gip, in particolare, ha convalidato l'arresto per tentato omicidio (l'uomo quella notte ha cercato di investire gli agenti e la figlia della donna), non ha convalidato, invece, il fermo per l'omicidio ("difetto del pericolo di fuga"), ma ha applicato per entrambi i reati la custodia in carcere, descrivendo Galluccio come "soggetto di elevatissima pericolosità sociale", che potrebbe uccidere ancora.

Le frasi di Galluccio agli agenti

"La colpa è vostra mi avete tolto la cosa più bella del mondo, mi avete fatto diventare un assassino". Così Galluccio si è lamentato con gli agenti, "addebitando la propria situazione alle istituzioni per l'assenza di aiuto a risolvere i propri problemi, alternando momenti di rabbia e di pianto".
Lo si legge nell'ordinanza firmata dal gip. "Mi avete sempre chiuso le porte in faccia, ve la portate voi sulla coscienza, mi avete tolto la cosa più bella che avevo, sono anni che chiedo aiuto a tutti", ha detto l'uomo. E riferendosi alla moglie: "Solo lei riusciva ad aiutarmi".

Il racconto delle violenze nei verbali dei figli

"Circa cinque anni fa venivo a conoscenza da mia madre che mentre il Galluccio era detenuto presso il carcere di San Vittore, i due si sposavano civilmente, nonostante il rapporto violento". E' un dettaglio che emerge dal racconto a verbale della figlia di Adriana Signorelli, contenuto nell'ordinanza a carico del 65enne. "L'uomo usciva dal carcere circa due anni fa - ha spiegato la figlia della vittima - inizialmente sembrava essersi tranquillizzato ma dopo pochi mesi succedeva l'ennesimo episodio violento". Dopo una lite con la donna, infatti, Galluccio "accoltellava al fianco mio fratello" e tornava in carcere. La figlia è stata l'ultima a sentire al telefono la madre verso le 14 di sabato scorso. Quel pomeriggio le disse "ora non posso parlare, ti chiamo dopo io", staccando "immediatamente la telefonata". Il figlio della donna, poi, ha messo a verbale che la madre gli aveva confidato "di aver occultato il coltello con il quale il Galluccio mi feriva, poiché quest'ultimo la minacciava dicendole che se avesse parlato alla sua uscita dal carcere l'avrebbe picchiata".

La vicenda

La mattina del ritrovamento del cadavere, l'uomo era già stato arrestato per aver cercato di investire con l'auto, una Citroen C3, gli agenti della Questura intervenuti sul posto. Inoltre, Galluccio, sottoposto all'obbligo di firma per maltrattamenti, dal 2012 sottoponeva la moglie a vessazioni e violenze. A seguito delle denunce era andato a vivere altrove. Il 18 novembre del 2018 era tornato a casa della donna e aveva fatto esplodere la sua bombola a ossigeno. Adriana Signorelli non era in casa perché era con i carabinieri a recuperare la sua auto con la quale il marito aveva provocato diversi incidenti. L'uomo era tornato alcune ore dopo con un coltello e una tanica con benzina e candeggina. Aveva gettato il liquido addosso alla moglie che, però, era riuscita a scansarsi e a chiudere la porta di casa. Rintracciato in una sala giochi e portato in ospedale, nel reparto di Psichiatria, era stato denunciato per incendio doloso, minacce aggravate e maltrattamenti in famiglia. Era da alcuni mesi uscito dal carcere dove aveva scontato una condanna sempre per maltrattamenti ai danni del figlio della donna.

L'allarme della figlia

Da quanto trapela, era stata la figlia della vittima a chiamare il 118 e i vigili del fuoco perché aprissero il portone del palazzo nel quale viveva la madre che non rispondeva il telefono. Quando i soccorritori sono entrati, hanno trovato la donna a terra uccisa, nelle 12 ore precedenti, da cinque coltellate.

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