Bergamo, arrestato per peculato il direttore dell’Ente Fiera

Lombardia

Stefano Cristini è stato fermato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di aver prodotto falsi rimborsi spese intestati a ignari dipendenti e appropriazione indebita, nel corso degli anni, di oltre 140mila euro 

Sono in totale sette le persone coinvolte e indagate nell'inchiesta della Guardia di Finanza di Bergamo sull'Ente Fiera, che nella mattinata di mercoledì 3 luglio è culminata con l'arresto del direttore, Stefano Cristini. L’accusa nei suoi confronti è di peculato. Cristini avrebbe prodotto falsi rimborsi spese intestati ad alcuni dipendenti, ignari del suo operato, arrivando ad appropriarsi indebitamente, nel corso degli anni, di una somma superiore ai 140mila euro. Per lui sono stati disposti i domiciliari.

Le indagini

Cristini non è però l’unica figura chiave nella gestione di Promoberg a essere stata coinvolta. Le indagini, durate due mesi, hanno portato anche alla disposizione di due misure interdittive a carico del segretario generale, Luigi Trigona, e del presidente del collegio sindacale, Mauro Bagini, entrambi sospesi dal servizio.
Secondo l’accusa, il segretario generale avrebbe approvato l’operato del direttore, mentre il presidente del collegio sindacale, nel tentativo di oscurare i fatti, avrebbe cercato di modificare la contabilità, accordandosi, con gli altri due indagati, sulla versione da fornire al Consiglio di amministrazione in sede di approvazione del bilancio 2018.

La decisione del Gip

Il provvedimento è a firma del gip Federica Gaudino su richiesta dei pm Emanuele Marchisio e Silvia Marchina. Il comportamento tenuto dai tre principali indagati ha convinto il giudice ad assumere nei loro confronti il provvedimento cautelare, ritenendo "grave il loro modo di agire, tale da far ritenere attuale il pericolo di reiterazione delle condotte illecite di cui si sarebbero resi protagonisti e concreto il possibile inquinamento delle prove", spiegano le Fiamme Gialle.
I sette indagati ricoprono varie funzioni e cariche all'interno dell'Ente Fiera: le rispettive abitazioni, gli studi professionali e gli uffici di Promoberg sono stati perquisiti. L'obiettivo degli inquirenti è quello di fare luce sugli episodi emersi fino a oggi e su altre situazioni riferite alla gestione e ai bilanci dell'Ente Fiera.

Gafforelli: "Fatti gravissimi"

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Provincia di Bergamo, Gianfranco Gafforelli: "I fatti che hanno portato ai provvedimenti assunti dall'autorità giudiziaria nei confronti dei vertici di Promoberg colpiscono per la loro gravità. Spero che tutti coloro che sono coinvolti in questa vicenda chiariscano la loro posizione".
E ancora: "Sarà mia cura come presidente fissare una fitta serie di incontri per capire come la Provincia di Bergamo e il sottoscritto in qualità di presidente possano contribuire ad evitare pericolose situazioni di stallo, o peggio ancora, di conflitto che di certo non portano nessun vantaggio al territorio di Bergamo", ha aggiunto Gafforelli.

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