Bimbo ucciso a Milano dal padre, Gip convalida fermo: potrebbe agire di nuovo o fuggire

Lombardia
La Scientifica fuori dal palazzo dove è avvenuto l'omicidio del bimbo di due anni (Agenzia Fotogramma)

Aljica H., 25 anni, è accusato di aver ammazzato di botte il figlio di 2 anni perché piangeva. L'autopsia sul corpo del bambino sarà eseguita la prossima settimana

Potrebbe uccidere di nuovo o fuggire: perciò il Gip di Milano Valerio Natale stamattina, venerdì 24 maggio, ha convalidato il fermo ed emesso la misura cautelare in carcere per Aljica H., il 25enne croato arrestato mercoledì per l'omicidio del figlio di 2 anni e 5 mesi. Il Gip ha ritenuto che vi siano sia "il concreto pericolo di reiterazione del reato" che il "pericolo di fuga". 

La ricostruzione dell'infanticidio

L'autopsia sul corpo del bambimo è stata fissata per l'inizio della prossima settimana, e servirà per chiarire se il piccolo abbia subito violenze anche nei giorni precedenti al delitto, avvenuto in un caseggiato popolare. Quando è stato ritrovato morto aveva i piedi fasciati. Gli investigatori ipotizzano che il padre gli abbia bruciato i piedini con le sigarette, e che lo abbia ucciso perché si lamentava per il dolore. Durante l'interrogatorio, tenutosi ieri davanti al pm Giovanna Cavalleri, il 25enne ha ammesso di avere picchiato il bambino, ma che non era sua intenzione ucciderlo. "L'ho picchiato, poi l'ho visto morto, non credevo che l'avrei ucciso", ha detto l'uomo. 

La madre della vittima

L'inchiesta del pm, per omicidio volontario aggravato, si concentrerà anche sul contesto familiare in cui viveva il bambino. La madre della vittima, Silvija Z., 23 anni, rom croata e incinta del quinto figlio, è stata trovata sotto choc di fianco al cadavere del piccolo. La donna ha indicato il marito come responsabile dell'omicidio, e ha raccontato di essere stata anche lei in passato vittima delle aggressioni dell'uomo, anche se non lo ha mai denunciato. 

L'arresto del padre

Secondo quanto ricostruito dalle indagini della squadra mobile, il padre sarebbe fuggito poco dopo il delitto. È stato lo stesso 25enne a chiamare il 112, un paio d'ore dopo l'omicidio, intorno alle 5 del mattino. "In via Ricciarelli 22 - ha detto al telefono con la polizia - c'è un bambino che non respira più". È stato poi fermato intorno alle 12.30 in zona Giambellino. Aveva con sé le due figlie, di tre e un anno. L'altro figlio, il maggiore, vive in Croazia. In Questura l'uomo ha anche ammesso di avere fatto uso di droga prima di colpire il bambino: "Non riuscivo ad addormentarmi, mi sono alzato e l'ho picchiato". 

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