Brembate, vigili del fuoco rimuovono striscione anti-Salvini

Lombardia

In precedenza, un manifesto con la scritta "Questa Lega è una vergogna" era stato appeso alla finestra di un appartamento di Salerno, durante un comizio del vicepremier, e fatto rimuovere 

Uno striscione con la scritta "Non sei il benvenuto", che era stato affisso sulle finestre di un’abitazione privata, è stato fatto rimuovere questa mattina dai vigili del fuoco a Brembate, nel Bergamasco, dove era atteso in visita il ministro degli Interni Matteo Salvini per incontrare alcuni simpatizzanti della Lega.

La replica di Salvini: "Non ne so niente"

"Non ne so niente, basta che non ci siano problemi di ordine pubblico, che non si metta in pericolo la sicurezza dei cittadini o delle forze dell'ordine: poi ognuno scriva quello che vuole”, commenta Salvini. Alla domanda se gli striscioni sui palazzi non vadano rimossi durante i comizi, il vicepremier ha risposto: "Se comportano problemi per l'ordine pubblico sì, se uno dice ‘Salvini è brutto’, chi se ne frega, de gustibus...".

Le parole del comandante dei vigili del fuoco

Si è trattato di "intervento tecnico" eseguito "sulla base di una decisione della Questura", dice il comandante dei vigili del fuoco di Bergamo Calogero Turturici. "Abbiamo ricevuto una chiamata dalla Questura - spiega il comandante - in cui ci veniva chiesto un supporto tecnico", ad una decisione "presa dal dirigente del servizio di ordine e sicurezza pubblica predisposto dalla Questura" in occasione della visita del ministro". Un supporto che è regolato da norme precise e che rientra nella "collaborazione istituzionale tra corpi della Stato". La richiesta è arrivata alle 7.58 ed è stata presa in carico dal turno montante delle 8. Una volta sul posto il caposquadra "ha chiesto al funzionario della Polizia la conferma dell'intervento e quest'ultimo ha ribadito la decisione della Questura". Alla domanda su quale fosse la motivazione, il comandante risponde: "A noi non c'è stata detta. Tutte le valutazioni sono state adottate dalla questura e dunque vanno chieste spiegazioni alla Questura".

I precedenti

Non è la prima volta che uno striscione provocatorio nei confronti del vicepremier viene rimosso: in precedenza, un manifesto con scritto "Questa Lega è una vergogna" era stato appeso alla finestra di un appartamento di Salerno, a poca distanza dalla piazza dove si sarebbe tenuto il comizio di Matteo Salvini, il 6 maggio. Nella casa erano poi entrati alcuni poliziotti per rimuoverlo, secondo quanto riportato dall’associazione Osservatorio repressione. Lo stesso giorno una ragazza aveva chiesto al leader della Lega di farsi un selfie, per poi invece registrare un video chiedendo al vicepremier: "Salvini, non siamo più terroni di merda?". La ragazza era stata allontanata dagli uomini della sicurezza che le avevano tolto di mano il cellulare dicendole di cancellare il video, come richiesto da Salvini.

I commenti della politica

Secondo il segretario del Pd di Bergamo, Davide Casati, l'episodio della rimozione dello striscione è "inspiegabile". In una nota con il coordinatore Zona Isola Angelo Beretta e con quello del circolo Pd Brembate Francesco Castellano, sottolinea che la libertà di pensiero ed espressione "non deve essere calpestata perché infastidisce qualcuno". "Questo clima di censura non fa bene alla democrazia, della cui dialettica il dissenso e la contestazione sono parte integrante", si legge nella nota. "Qualsiasi messaggio difforme dal pensiero di Salvini va rimosso e zittito? E' accaduto anche questa mattina al suo passaggio a Brembate (BG). Dalle TV alle strade. Viva la libertà di opinione, di parola, di pensiero! Sempre!", commenta su Twitter Maurizio Martina. "Stamattina alle 9 Salvini parlava a Brembate ad un'iniziativa di partito. Una signora ha esposto alla finestra uno striscione. Poco dopo lo striscione è stato rimosso dai vigili del fuoco. Domando: chi ha dato loro l'ordine di intervenire? A che titolo?", chiede il sindaco di Bergamo Giorgio Gori (Pd) su Twitter, postando le fotografie dello striscione e dei vigili del fuoco che lo rimuovono con una scala meccanica. 

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